Tecnologia, passione e coraggio fanno la differenza?

Il 29 novembre è uscita questa nostra intervista a Gulino, oggi riceviamo il comunicato stampa che vi alleghiamo.

Una intervista a Giuseppe GULINO, presidente di S.H.A.R.E che mette in evidenza il coraggio di innovare.

D. Presidente Gulino, l’art. 13 delle legge 221 ha stabilito che l’IVASS, in accordo con ANIA e con le principali associazioni rappresentative degli intermediari assicurativi, deve definire standard tecnici uniformi ai fini di una piattaforma di interfaccia comune per la gestione e conclusione dei contratti assicurativi. A questo proposito avete già stabilito dei contatti con interlocutori istituzionali e associazioni di categoria. Quali sono stati gli esiti dei vostri incontri?

S.H.A.RE. che raggruppa al suo interno alcune tra le principali software house operanti nel contesto assicurativo, è stata costituita a marzo di quest’anno. Fin da subito sono stati avviati i contatti con le Istituzioni, Compagnie, Intermediari ed associazioni di categoria. Sono state inviate da S.H.A.R.E lettere ed email con le quali sono stati richiesti incontri finalizzati a far emergere e mettere a fattor comune le difficoltà che quotidianamente incontriamo nell’erogare attraverso le nostre piattaforme IT, i servizi informatici a Compagnie ed Intermediari.

Alcune associazioni di categoria, tra le quali lo SNA, si sono dimostrate da subito molto interessate all’argomento. ANIA ci ha invitati a partecipare all’assemblea annuale 2016, ma senza dubbio, il riscontro più importante che abbiamo avuto, è stato l’invito a partecipare all’audizione intercorsa presso la sede AGCM di Roma il 21 di settembre scorso.

In sede Antitrust S.H.A.RE. ha potuto raggiungere uno tra i primi obiettivi che si era prefissata e cioè quello di poter “condividere” i temi e farsi “ascoltare”, facendo emergere le reali problematiche presenti nel mercato assicurativo. Un incontro positivo che ha messo ben in luce le difficoltà che le aziende che producono software per Compagnie ed Intermediari trovano nell’elaborazione e nella gestione dello scambio dati tra Compagnie ed Intermediari.

Lo sforzo di S.H.A.RE. da subito è stato quello finalizzato al cercare di trovare un linguaggio unico di comunicazione e/o interconnessione tra piattaforme. Ciò renderebbe molto più semplice erogare servizi IT e soprattutto usufruirne in maniera semplice e trasparente.

Nel corso dell’audizione abbiamo trattato il tema del “ritorno dati”, disponibilità delle piattaforme di quotazione e delle relative tariffe per l’RC Auto obbligatoria, e la disponibilità di accesso alle banche dati più importanti per il contesto assicurativo.

Abbiamo cercato di coinvolgere su questi temi le principali associazioni di categoria, sindacati, e gruppi agenti nonostante, e questo mi preme evidenziarlo, non da tutti abbiamo avuto la stessa attenzione, forse, mi viene da pensare, perché siamo un soggetto nuovo, un nuovo interlocutore, e per far capire esattamente quali sono i nostri obiettivi e soprattutto far comprendere che sono obiettivi comuni a tutto il contesto assicurativo credo ci vogliano sicuramente più di 10 mesi.

Molto spesso, quando ci presentiamo, veniamo interpretati come fornitori che cercano di proporre il proprio software, che hanno l’obiettivo di vendere la propria piattaforma; ci prendono come veri e propri sponsor ai quali chiedere importanti “riscontri” per partecipare congressi e convegni.

Facciamo davvero una fatica immane a comunicare a tutti gli interlocutori che non è questo il principale obiettivo di S.H.A.R.E!

È incredibile come non si riesca a comprendere che prima dell’eventuale proposizione di un software piuttosto che un altro ci si debba concentrare su come migliorare il servizio delle nostre piattaforme che è strettamente legato alla disponibilità di quei dati che gli intermediari chiedono a gran voce e sui quali si basano le elaborazioni software quotidiane e mensili rivolte ai rispettivi clienti.

Devo comunque riscontrare che ACB per i broker loro iscritti e SNA per gli agenti sono stati molto attente e sensibili a questi temi, SNA in particolare ha contribuito a produrre parte della documentazione che abbiamo lasciato in antitrust.

D. A che punto siete nella definizione della piattaforma standard per la condivisione dei dati tra compagnie e intermediari, che mi sembra fosse il punto focale della vostra mission associativa?

Grazie alla collaborazione di tutti gli associati ed in modo particolare del nostro socio più rappresentativo, abbiamo definito ed approvato un tracciato standard che riporta al suo interno le principali informazioni che dovrebbero transitare attraverso i gestionali per lo scambio dati tra le piattaforme delle mandanti e quelle dei loro intermediari.

Tecnicamente, i gestionali che le nostre aziende hanno sviluppato e le piattaforme delle Compagnie, già oggi potrebbero dialogare tranquillamente, attraverso un linguaggio unico da noi battezzato tracciato SSF che sta per Share Standard Format che tra l’altro già diverse Compagnie implicitamente adottano.

D. A livello tecnico, cosa impedirebbe agli intermediari di ricevere il flusso dei dati aggiornato e in tempo reale dalle rispettive mandanti se tutto il mercato condividesse la medesima piattaforma informatica, un po’ come avviene per il multipreventivatore Rcauto del MISE?

A livello tecnico, considerato che S.H.A.RE. rappresenta l’eccellenza degli operatori IT del contesto assicurativo, direi che quello che oggi potrebbe impedire agli intermediari di ricevere il flusso dei dati in tempo reale dalle rispettive mandanti, potrebbe essere tranquillamente superato costruendo e realizzando, al fine di condividere una medesima piattaforma informatica, la piattaforma stessa. Ci vorrebbero degli investimenti mirati e competenze tecniche qualificate. Di sicuro saremmo in grado di realizzare una piattaforma tecnica di interconnessione tra sistemi, il problema resta il fatto che ancora molti attori in campo, Compagnie e istituzioni, non sono disponibili ad usare un tracciato unico di trasferimento. Siamo comunque determinati a farci ascoltare e supportare una azione che risolva rapidamente queste resistenze immotivate.

D. Possiamo dire tranquillamente che la resistenza delle imprese testimonia, secondo lei, l’estremo tentativo di mantenere lo status quo ante liberalizzazioni Bersani e Monti? E quali sono le compagnie che hanno fatto registrare maggiore disponibilità nel favorire il ritorno dei dati verso gli intermediari?

Non vorrei addentrarmi in questioni politiche che non mi competono, la mia esperienza è tale da avere numerosi anni trascorsi come uomo di Compagnia al servizio di reti agenziali, e in virtù di questo ho assistito diverse volte in temi più contenuti a questioni di simile interpretazione.

Quello che posso dire a riguardo è che molto spesso mi sono trovato di fronte a situazioni dove la differenza l’hanno fatta le persone ed il modo di interagire e relazionarsi tra loro, altre volte seppur con i presupposti sopra descritti, ho assistito a situazioni dove tecnicamente ed operativamente le persone coinvolte non sono riuscite a capirsi, in quelle situazioni un interlocutore tecnico super partes, che ha agito in qualità di traduttore di contenuti e delle informazioni, ha fatto realmente la differenza ed ha contribuito a raggiungere accordi importanti tra imprese ed intermediari.

Oggi siamo già in presenza di una serie di Compagnie che hanno avuto la l’intelligenza di ascoltarci, nonostante siamo un’associazione ancora giovane, seguendoci in questo nostro “sogno”.

Sono davvero convinto che i temi proposti non potranno più essere procrastinati per altro tempo, basta guardarsi attorno e vedere la marea di esempi positivi e di successo che hanno avuto origine dalla possibilità di avere un unico interlocutore tecnico di riferimento, da un linguaggio unico di comunicazione e da una standardizzazione delle informazioni. Posso citare ad esempio l’associazione che rappresenta le principali software house che operano per il contesto fiscale, commercialisti e consulenti del lavoro, sono diverse decine di aziende associate e hanno ottenuto innumerevoli vantaggi nell’adozione di standard univoci di comunicazione dalle istituzioni e sono punto di riferimento tecnico per le istituzioni vedi www.assosoftware.it

Ci sono vari esempi anche in Europa dove chiaramente hanno compreso più rapidamente l’importanza di avere una regolamentazione IT per il contesto assicurativo.

D. Condivide la convinzione di Sna che il flusso delle informazioni riguardanti i clienti e i contenuti tecnici dei rischi assicurati sarebbe salutare tanto per gli intermediari quanto per i consumatori?

Prima ancora di confrontarci con SNA, all’interno delle nostre riunioni questo “credo” era comune a tutti gli associati, siamo fortemente convinti che l’adozione di uno standard tecnico unico, un linguaggio di interpretazione univoco che permetta alle informazioni di partire dalle Compagnie, transitare attraverso i nostri software dai locali degli intermediari, e raggiungere di fatto il consumatore finale che acquista il prodotto assicurativo con gli annessi servizi di gestione, sia di fatto un valore imprescindibile per tutta la filiera del contesto assicurativo.

Non è certamente utopia pensare che un sistema del genere contribuirebbe in maniera sostanziale a recuperare quel gap che ci fa operare in un settore che risente anch’esso della crisi e che per certi versi ha perso la fiducia del consumatore finale verso le assicurazioni ed i suoi operatori.

D. La vostra associazione, che si rivolge a tutti gli intermediari, avrà avuto occasione di verificare in che modo essi si sono approcciati alle tecnologie applicate al settore assicurativo. Quale figura del Rui si è dimostrata più aperta nell’assorbire i nuovi strumenti informatici e, per contro, chi ha opposto maggiore resistenza?

L’associazione S.H.A.RE. si rivolge a tutti gli interlocutori che operano nel contesto assicurativo e vuole essere punto di riferimento tecnologico per Compagnie, Intermediari, Istituzioni, etc., per questo sarebbe riduttivo destinare la nostra importante figura di “super partes” ad un solo scenario o una sola figura specifica.

L’approccio alla tecnologia credo che sia in parte frutto di una maturazione interna presente in ognuno di noi, c’è chi è più predisposto, chi è più innovatore, chi più coraggioso, chi propenso ad aspettare e chi è animato dal “fare” e che sa fermamente che è molto di più di quello che pensa di essere!

A tal proposito voglio darvi in anteprima assoluta: SHARE ha deliberato durante l’ultimo incontro ad Affi il 25 di novembre scorso, che a partire dal nuovo anno, tutti i software gestionali e preventivatori delle aziende facenti parte di SHARE adotteranno per il loro trasferimento dati il tracciato SSF, cioè lo share standard format.

Sì! Avete capito bene! Qualora un intermediario che ha acquistato un software di un’azienda facente parte di SHARE voglia adottare per la sua agenzia, per qualsiasi motivo, un altro software gestionale prodotto da un aderente all’associazione SHARE, avrà garantito l’export e l’import dei dati del proprio portafoglio.

Fino ad oggi si è pensato alle comunicazioni e al trasferimento dati tra Compagnie ed intermediari, e non viceversa e non ad esempio tra Agenzie e Broker; grazie a questo accordo invece, è stato raggiunto un obiettivo che contribuirà certamente ad aumentare il livello di servizio restituito agli intermediari che acquistano un software di un’azienda facente parte di SHARE.

D.Come vede il rapporto futuro tra gli agenti di assicurazione e i nuovi strumenti informatici, fondamentali nel favorire lo snellimento dei processi di gestione amministrativa, contabile e commerciale delle agenzie?

Personalmente credo che l’utilizzo di strumenti informatici sarà fondamentale per mantenere viva e costante la centralità dell’agente verso i propri clienti. Siamo tutti consapevoli che la tecnologia al servizio degli intermediari sarà un’opportunità per gli agenti di continuare a vivere da protagonista il contesto assicurativo, non si potrà fare a meno di cavalcarla ed adottare le soluzioni più consone alla propria realtà in termini di investimenti, capacità, processi, etc. La strada da noi scelta ha la finalità di combattere il rischio di disintermediazione che la tecnologia potrebbe portare ad un mercato dove il rapporto con gli intermediari è ancora prioritario e vincente.

Il futuro sarà sempre più affidato alla comunicazione tecnologica che favorirà non solo lo snellimento dei processi di gestione amministrativa e contabile, ma anche dei servizi al cliente relativi alla prequotazione, prevendita e a tutto quello relativo al servizio “post” che il cliente si aspetta nel caso in cui abbia bisogno dell’aiuto “vero” da parte del proprio assicuratore.

Quando saranno comprese realmente tutte le potenzialità che i nuovi strumenti informatici mettono a disposizione, quando sarà compreso che realizzare nel minor tempo possibile con conseguente ottimizzazione di costi e aumento dei benefici derivanti dal servizio offerto al cliente, fa e farà la differenza, allora si avrà una ripresa del settore e molti agenti ora depauperati del proprio ruolo dalla tecnologia “invadente” saranno in grado di riacquistare la propria identità.

A dieci mesi dalla creazione di Share quali considerazioni si sente di fare in tema di bilanci e soprattutto di prospettive future?

Guardandomi indietro a 10 mesi fa, non avrei mai pensato che una sinergia costruttiva e propositiva potesse generare tanto entusiasmo e valore da restituire a tutti gli anelli della catena assicurativa per la quale ci troviamo ad operare. Sono anche convinto che i temi sono tanti e che ci voglia tempo e determinazione per raggiungere obiettivi sempre più sfidanti. Quello che mi anima in questo ruolo che mi è stato assegnato e che mi sento di ricoprire al meglio delle mie possibilità è la consapevolezza di contribuire a migliorare un contesto dove mi ci sono trovato per opportunità e dove ho sempre lavorato cercando di portare anche dei valori che spesso ritrovo nelle persone, talvolta disilluse, che incontro per la mia strada.

SHARE è davvero un esempio positivo di idee, di buona volontà.

Sono sicuro che il 2017 porterà altrettante novità ed opportunità credo anche a livello internazionale, ma non voglio scaramanticamente darvi anticipazioni. Auguro a tutti i lettori di AssiTv un buon natale e un 2017 ricco di “protagonismo” e di soddisfazioni.

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Leonardo Alberti