Smart working: un nuovo modo di lavorare

Anche Zurich, dopo Axa e Sara, naviga sulla rotta di una produttività basata su flessibilità della prestazione e fiducia tra impresa e lavoratore introducendo lo “smart working”

E’ del 2 giugno l’articolo di Cristina Casadei, apparso sul IlSole24ore mobile che annuncia la notizia di Zurich, che dopo un periodo di test molto ben riuscito avvia lo Smart Working.

Lo smart working  si configura come un nuovo approccio all’organizzazione aziendale, in cui le esigenze individuali del lavoratore si contemperano, in maniera complementare, con quelle dell’impresa.

Ovviamente per una corretta applicazione di questo modello di lavoro è necessario cambiare il modello di organizzazione del lavoro, attraverso la revisione di tre elementi fondamentali:

  • Risorse umane.  Le HR aziendali debbono essere pronte a rivedere il proprio ruolo in un’ottica di flessibilità e disponibile e creare maggiori sinergie con il management.
  • Tecnologia.  Le modalità di lavoro sono “agili” e tecnologicamente avanzate e l’accesso ai dati aziendali deve essere possibile da remoto, consentendo forme di lavoro più efficienti e altamente personalizzate.
  • Monitoraggio costante. È indispensabile un’analisi dei risultati del lavoro per valutare l’efficienza del personale a seguito dell’introduzione del nuovo modello organizzativo del lavoro.

In un quadro normativo ancora non definito e in attesa dell’attuazione di una legge organica e sistematica che disciplini tale istituto, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, attualmente, è affidata alla normativa dei congedi genitoriali tramite l’applicazione delle disposizioni del D.lgs. 151/2001; mentre la flessibilità oraria viene spesso identificata con il solo part-time, oppure, con la banca ora in alcuni settori.

Il modello che applica Zurich è estremamente avanzato in quanto non è riferito a particolari categorie di personale ne tantomeno ad esigenze esclusivamente assistenziali.

Stiamo parlando di circa 1000 dipendenti, su 1.300 che possono svolgere un lavoro da remoto, non più di due giorni per ogni settimana, rimanendo prevalente la modalità tradizionale di svolgimento della prestazione in sede, mantenendo le 37 ore settimanali complessive , da svolgersi nella fascia oraria dalle 7.45 alle 19.30 e la stessa retribuzione: quindi stesso stipendio, stessi premi e incentivi e persino il ticket restaurant. Unica differenza per il lavoro da casa, l’assenza di un orario rigido e dall’autonomia nell’erogazione della prestazione.

Un grosso salto culturale, una relazione moderna con i propri collaboratori. Speriamo che altre aziende prendano esempio da quanto fatto dal colosso assicurativo svizzero.

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