Si è tolto la vita Martin Senn, ex ceo di Zurich

Ogni volta che leggo una notizia come questa penso allo stato di stress in cui si dovesse trovare il “suicida” al momento della decisione. Nel settore assicurativo non è certo il primo, in Zurich  nel 2013 si era tolto la vita anche l’allora capo della finanza Pierre Gauthier; anche Winterthur ed Allianz hanno avuto i loro manager suicidi.

Purtroppo sempre di più le persone che occupano i vertici delle aziende assicurative vengono sottoposte a fortissimi stress. Sempre più spesso da loro si pretendono obbiettivi irraggiungibili e spesso di danno loro delle colpe che non dipendevano da loro.

E’ vero che personaggi di quel livello guadagnano cifre da capogiro, ma non sempre vengono valutati i rischi che il fortissimo stress possa portare.

Suicidarsi è un atto di disperazione estrema e non di vigliaccheria, un gesto di coraggio perché per togliersi la vita bisogna avere un gran coraggio.

Mi chiedo sempre cosa pensasse Martin Senn nel momento preciso in cui si è ammazzato. Il problema di queste morti improvvise è sempre per chi resta e non certamente per chi si ammazza.

Sembrerebbe che si sia sparato un colpo di pistola alla tempia e il top manager avesse sofferto molto per la perdita di potere e il danno d’immagine seguiti alla sua uscita di scena dai vertici del gruppo assicurativo. Negli ultimi tempi soffriva di depressione e non si mostrava praticamente più in pubblico. Io però sono convinto che tutto sia cominciato quando ancora aveva potere.

A lui un pensiero ed un augurio che finalmente abbia trovato la sua serenità.

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