Privacy nel settore assicurativo: la posizione di Konsumer è chiara

Fabrizio Premuti ha chiarito ieri in un incontro la posizione di Konsumer riguardo ai dati del cliente.

Il consumatore affida al suo intermediario assicurativo dati ed informazioni che riguardano la sua vita privata, il suo patrimonio, la sua salute; stabilendo così un rapporto di fiducia che va ben oltre la semplice sottoscrizione di una polizza di assicurazione. Per questo rifiuterebbe qualsiasi passaggio automatico, non autorizzato consapevolmente, a terzi, di qualsiasi proprio dato”(INSURANCETRADE).

A tale proposito esiste un parere dell’avv. Bullo proprio in relazione alla sentenza (3958/14, seguita a ruota da un’altra di identico tenore, n. 6579/14), cui ha prontamente aderito il Tribunale di Genova con una recente ordinanza cautelare, pubblicata per estratto su alcuni quotidiani lo scorso 7 aprile 2014, i Giudici si sono pronunciati (Milano nel merito e Genova, per ora, solo sulla domanda cautelare)che dice:

la titolarità dei dati personali dei clienti ed i dati relativi ai contratti sono cose ben diverse: e che, mentre i primi possono essere anche acquisiti dall’Agente per il trattamento “in proprio”, i secondi sono e restano nel patrimonio aziendale della Compagnia, e costituiscono oggetto di specifica tutela ai sensi degli artt. 98 e 99 del Codice della proprietà industriale...(leggi di più)

In pratica se abbiamo compreso bene i dati che riguardano il consumatore/cliente sono di proprietà dell’intermediario, mentre quelli relativi al contratto assicurativo stipulato attraverso l’intermediario stesso sono di proprietà della compagnia.

Sarebbe quindi interessante avere una conferma del fatto che tale divisione fra dati contrattuali ed altri dati inerenti la vita privata, non sia applicabile nei confronti di un intermediario iscritto nella sez. B del RUI dove per fatto stesso della tipologia di rapporto (il cliente rilascia un mandato all’intermediario) i dati sono e restano di proprietà del cliente che ne autorizza l’uso all’intermediario. Il divieto di trasferire a terzi tali dati, se non per la specifica attività di quotazione o di stipula del contratto, non dovrebbe essere permessa senza esplicita autorizzazione.

Il nostro è un ragionamento nella logica del “buon padre di famiglia” e non avvalorato da pareri legali. Si tratta infatti di una semplice deduzione derivante dalla posizione presa da Konsumer e dall’avv. Bullo nel commentare le sentenze del 2014.

Certo l’argomento è molto caldo e merita un approfondimento ben più ampio.

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