Il mercato assicurativo sta cambiando? Forse no!

Lugi Viganotti, presidente di ACB in un convegno riprende le parole del presidente dell’IVASS che parla di innovazione di prodotto con un ritorno alle polizze “tailor made”.

Un concetto condivisibile a livello intellettuale, ma sicuramente non più attuabile per numerosi elementi.

1) Il prodotto tailor made non da garanzia di reggere tecnicamente

2) Non è meccanizzabile e quindi costa di più alle aziende

3) Non è facilmente controllabile nella portata e nelle garanzie offerte

4)…

A nostro avviso l’innovazione di prodotto passa attraverso altro. Le compagnie dovrebbero cominciare a costruire prodotti modulari che diano una reale copertura alle esigenze del cliente.

Si dovrebbe invece agire su una forte diversificazione degli stessi è una specializzazione. Quello che invece dovrebbe cambiare è il sistema distributivo.

Le compagnie dovrebbero prezzare i propri prodotti con un premio esclusi i caricamenti provvisionali. Gli agenti, come i broker dovrebbero aggiungere una fattura esente IVA ex art. 10 in modo da far pagare in maniera chiara e trasparente le proprie commissioni.

Dovrebbero essere aboliti tutti gli sconti commerciali e mantenuti solamente quelli tecnici. Questo permetterebbe agli intermediari in genere di poter dare una reali consulenza confezionando il prodotto in base alle esigenze del cliente senza entrare nella dinamica della politica degli sconti che non fa bene a nessuno (minore provvigione per gli intermediari, maggiore sinistrosità del prodotto).

Solo così, a mio avviso, si potrà far valere la propria professionalità e consulenza<, non sarebbe più necessario avere autorizzazioni o deroghe da parte delle mandanti e sopratutto ognuno sarebbe responsabile del proprio lavoro.

L’intermediario tornerebbe ad essere l’unico consulente del cliente e le compagnie dirette si dedicherebbero solo ai prodotti standard di basso livello.

Quello che un po’ ci stupisce è che nessuno ne parli, forse perché questa soluzione toglie potere alle mandanti e mette in  evidenzia quegli intermediari che non sono all’altezza del proprio ruolo.

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Leonardo Alberti