LTC: ancora non ci siamo!

Long Term Care è un’assicurazione che copre le spese derivanti dall’impossibilità di svolgere autonomamente le normali funzioni della vita quotidiana (azioni semplici come muoversi, lavarsi e mangiare), con conseguente menomazione dell’autosufficienza, non necessariamente dovuta a malattia o infortunio, ma anche a senescenza.

La Long Term Care è un’assicurazione che copre le spese derivanti dall’impossibilità di svolgere autonomamente le normali funzioni della vita quotidiana (azioni semplici come muoversi, lavarsi e mangiare), con conseguente menomazione dell’autosufficienza, non necessariamente dovuta a malattia o infortunio, ma anche a senescenza.

Tale polizza, perciò, viene acquistata per proteggersi dal rischio di non autosufficienza in età avanzata, quando risulta particolarmente utile avere una somma per pagare una badante o una casa di cura o per avere la necessaria assistenza. (http://www.quellocheconta.gov.it/it/strumenti/assicurativi/polizza-long-term-care-LTC)

Direi che fino a qua è tutto chiaro, quello che invece andrebbe sviluppato è lo strumento assicurativo sottostante.

Come al solito il mio ragionamento parte dalle reali esigenze dell’assicurato. La prima considerazione è che le esigenze non sono dell’assicurato bensì dei suoi famigliari o di coloro che saranno costretti in caso di malattia, quasi certa visto l’allungamento della vita, a far fronte ai costi che saranno inevitabili davanti al verificarsi dell’evento.

Come prima cosa quindi va riveduta la tempistica della sottoscrizione del contratto; l’accensione della copertura verso i 40 anni permette di avere a disposizione un capitale più elevato ed un premio molto più contenuto. Andrebbe poi prevista una controassicurazione qualora l’evento non si verificasse, ad esempio una copertura caso morte pagata con parte dei premi (forse già qualcuno presta tale copertura abbinata alla LTC).

Altro elemento di riflessione sono le garanzie che tale copertura dovrebbe prestare al verificarsi dell’evento nonché l’obbligatorietà per legge di sottoscrivere tale strumento a garanzia del proprio nucleo famigliare. Ancora una volta è necessario che l’assicuratore parta dalle reali esigenze dei famigliari che non sono ovviamente solo le spese di gestione della persona non autosufficiente, ma anche gli eventuali danni economici derivanti dall’insorgere della malattia per esempio in presenza di una unica fonte di reddito magari di una persona ancora nel mondo del lavoro.

Altra considerazione a mio avviso molto di cui tenere conto è il risarcimento sia sotto forma di prestazione di servizio sia sotto forma economica con per esempio, una componente di accumulo di risorse economiche nel momento in cui si venisse a manifestare l’evento, non per l’assicurato, bensì per i suoi eredi per il pagamento per esempio di una polizza di servizio.

Insomma, quello che io vedo è che ancora siamo agli albori di una copertura seria e completa e la non obbligatorietà ha come conseguenza premi ancora troppo elevati in relazione alla prestazione offerta.

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Leonardo Alberti