LE PAROLE DETTE IN ASSEMBLEA, DI FRONTE A LATERZA

Fabrizio Chiodini - Presidente IUS

Tratto da un articolo di Tuttoindermediari:

 

– E veniamo all’ultima assemblea di Ius Associati, quella che si è tenuta a Firenze a metà ottobre scorso. Chiodini l’ha ricordata così: «In quella circostanza ho trasmesso pubblicamente al direttore generale Matteo Laterza, presente in prima fila, quello che era il pensiero di Ius, senza giri di parole. Ho sottolineato il malumore che gli iscritti Ius hanno manifestato nella due giorni del congresso, dovuto all’insoddisfazione della relazione quotidiana esistente con la mandante, che va avanti con grandi difficoltà perché i progetti messi in piedi da UnipolSai in questo momento non atterrano sulle nostre agenzie. Ho evidenziato la mancanza di una semplificazione del lavoro quotidiano e le molte inefficienze che ancora ricadono sulle agenzie. Il nuovo Patto porta a una logica di remunerazione economica in funzione dello sviluppo che però ci deve essere, perché senza le leve giuste è difficile crescere. In questo momento le agenzie non percepiscono da nessun punto di vista un miglioramento della qualità del lavoro e delle efficienza della compagnia. L’approvazione a larga maggioranza del patto 2.0 è stata solo un senso di responsabilità da parte nostra, per un senso di libertà imprenditoriale».

Parole passate inosservate a chi fra i lettori della rivista online le ha lette? Il dubbio c’è in quanto tendenzialmente Chiodini ha detto a Matteo Laterza:

  • c’è malumore manifestato gli iscritti Ius nella due giorni del congresso, dovuto all’insoddisfazione della relazione quotidiana esistente con la mandante;
  • i progetti messi in piedi da UnipolSai in questo momento non atterrano sulle nostre agenzie;
  • mancanza di una semplificazione del lavoro quotidiano e le molte inefficienze che ancora ricadono sulle agenzie;
  • senza le leve giuste è difficile crescere;
  • le agenzie non percepiscono da nessun punto di vista un miglioramento della qualità del lavoro e delle efficienza della compagnia.

Un quadro alquanto desolante; manca la relazione alla base di un  rapporto fiduciario fra mandante e mandatario, i progetti non decollano, non ci sono leve per crescere e la compagnia è piena di inefficienze che ricadono sulla rete agenziale.

Sarebbe interessante a questo punto comprendere cosa la compagnia abbia fatto in questi mesi per dare una risposta alla grande dimostrazione del senso di responsabilità e di libertà imprenditoriale degli agenti IUS. La mia sensazione sia che UnipolSai sia più attenta a spendere soldi in sponsorizzazioni (ieri sono stato al cinema ed era pieno di pubblicità Unipol) che per la fonte principale di guadagno che è la rete agenziale. Cosa succederà fra un anno se la situazione sarà esattamente quella evidenziata da Fabrizio Chiodini all’atto della firma del Patto 2.0?

 

 

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