La storia della Winterthur assicurazioni. Un grande amore mai dimenticato

Chi come il sottoscritto ha amato follemente questa compagnia di assicurazioni, sente il dovere, oggi che la Società fa parte nel mondo del gruppo AXA ed in Italia di UnipolSai (con cui è stata fusa cancellando completamente ogni riferimento allo storico marchio svizzero) di ricordare in un lungo post la meravigliosa storia del Gruppo Winterthur dalle sue origini ad oggi.

Quanto qui di seguito riportato è stato completamente ripreso dal sito Winterthur-AXA

Il contesto economico della città di Winterthur creò le condizioni per la fondazione dell’assicurazione infortuni, a quei tempi un prodotto innovativo. Coloro che nel 1875 fondarono a Winterthur la compagnia «Schweizerische Unfallversicherungs-Actiengesellschaft» appartenevano al mondo industriale e commerciale così come alle imprese ferroviarie e finanziarie. Questa società divenne nota come Winterthur Assicurazioni

Nel novero dei fondatori c’erano anche i primi grandi clienti commerciali con i loro impiegati e operai. L’iniziativa di creare questa società era stata altresì stimolata dall’obbligo legale, di recente introduzione, di assicurazione degli operai e di responsabilità civile delle imprese ferroviarie e della navigazione a vapore. Anche le singole persone potevano, una volta avviata un’attività professionale, stipulare una copertura contro il rischio di infortunio.

I fondatori si avvalsero della consulenza di uno specialista assicurativo di Francoforte e del know-how e dell’esperienza di un esperto di Dresda, assunto come vicedirettore.

Assicurazione ferroviaria

Uno degli obiettivi iniziali della Winterthur era la copertura dei rischi infortunio e responsabilità civile delle società ferroviarie che, per le loro dimensioni, il numero dei collaboratori e il valore dei premi riscuotibili, facevano gola alle compagnie assicurative.

Dal 1875 diverse società ferroviarie private stipularono contratti assicurativi con la Winterthur per i loro dipendenti o passeggeri. A quei tempi mancavano ancora dei valori empirici affidabili sulla frequenza dei sinistri e dei relativi rischi. Quando, alcuni anni più tardi, fu possibile calcolarli in modo più accurato e fare un rendiconto dei contratti conclusi, il Consiglio di amministrazione decise di ritirarsi da questo segmento rischioso.

Sull’orlo della rovina

Numerosi furono i fattori che contribuirono ai risultati di esercizio negativi registrati dal 1881 al 1883. La rapida espansione in Svizzera e all’estero aveva un caro prezzo. L’esperienza limitata nel campo delle assicurazioni infortuni risultò in una raccolta premi insufficiente e in risarcimenti danni elevati. Inoltre, dal primo anno di esercizio venne versato un dividendo, che rallentò la costituzione delle riserve.

La situazione precipitò nel 1883 sotto la pressione di un’altra perdita ingente. Il direttore responsabile fece dapprima un rapporto dettagliato assumendosi le sue responsabilità anche di fronte al Consiglio di amministrazione, ma in seguito sparì oltreoceano con titoli per un ammontare di 100 000 franchi circa, lasciando la società sull’orlo della rovina.

La riduzione dei costi interni, premi più elevati, la rinuncia alla validità a vita e a somme di garanzia illimitate, così come prescrizioni nuove e più precise negli statuti, un controllo interno più approfondito e una nuova direzione segnarono una svolta positiva già nel 1884. Le perdite maturate vennero compensate negli anni seguenti. Ciononostante, gli azionisti dovettero pazientare fino all’esercizio del 1888 per rivedersi versare un altro dividendo.

Agenzie all’estero

Quando nel 1875 la Winterthur avviò la sua attività, non era l’unica società a voler assicurare contro gli infortuni. Il mercato svizzero si rivelò controverso e la strategia di concentrarsi sulla Svizzera e sulla Germania non si mostrò vincente per la giovane impresa. La Winterthur dovette altresì riconoscere il vantaggio di distribuire maggiormente i rischi assicurativi anche a livello geografico. Proprio per questo stabilì delle agenzie in altri paesi europei fin dal primo anno di vita.

L’installazione di queste agenzie era un processo costoso seppure importante per le fasi iniziali dell’attività. Dalla fondazione fino alla prima guerra mondiale, la quota all’estero dei premi lordi incassati salì al 70 % circa. Le attività in Svizzera, Francia e Germania contribuivano, ciascuna, per il 30 % circa e dal 1889 anche il mercato belga apportò un contributo importante di oltre il 10 %. Dopo una prima fase iniziale, il numero dei paesi con rappresentanze della Winterthur cominciò a stagnare.

Allargamento delle attività

Nei primi anni di vita venivano offerte assicurazioni infortuni e responsabilità civile per privati o imprese. Nel 1894 la responsabilità civile – fino ad allora limitata alle persone – venne estesa anche ai danni materiali. Già poco prima le malattie infettive erano state equiparate, sotto il profilo attuariale, agli infortuni e inserite nell’assicurazione infortuni. Nel 1900 la gamma dei prodotti venne estesa all’assicurazione contro il furto con scasso e all’assicurazione cauzione e nel 1902 la Winterthur assicurò il primo veicolo a motori.

Assicurazioni aviatori

Sebbene, poco dopo la conclusione dei primi voli a motore, la Winterthur avesse imposto un divieto sulle assicurazioni contro gli infortuni per aviatori, a partire dal 1909 si cominciò a stipulare qualche contratto isolato. Questi rischi, considerati troppo elevati, si verificarono più velocemente di quanto la compagnia avesse voluto. Nel corso del 1911 precipitarono complessivamente quattro pionieri dell’aviazione assicurati e in tre casi i piloti persero la vita.

L’infortunio più celebre coinvolse Paul Emil Engelhard. Nel 1910 aveva compiuto il primo volo a motore a St. Moritz sorvolando il suolo elvetico. Engelhard morì nel 1911 precipitando con il suo velivolo a Berlino. La Winterthur versò una somma per caso di decesso pari a 62 500 franchi. L’azienda ebbe fortuna nella sfortuna in quanto aveva riassicurato l’84 % dell’onere sinistri.

Andamento degli affari 1885 – 1915

Dopo la crisi dei primi anni l’azienda cominciò a crescere costantemente e tra il 1900 e il 1910 i premi lordi raddoppiarono. La prima guerra mondiale segnò un crollo pesante che venne però compensato in breve tempo. Sebbene a partire dal 1826 in Svizzera fossero state fondate più di trenta compagnie assicurative, nel 1910 la percentuale di mercato detenuta dalla Winterthur nel segmento diretto Non vita era quasi del 20 %. Fin dalla sua fondazione, la società aveva giocato un ruolo fondamentale nel mercato elvetico.

Costituzione della Suva

La costituzione nel 1918 dell’istituto statale di assicurazione svizzero contro gli infortuni Suva ebbe grosse ripercussioni sulla Winterthur e portò alla perdita della metà circa degli affari svizzeri. Nonostante le loro dimensioni e importanza, il rapporto di gestione del 1917 definì modesta l’utilità per la società delle attività che venivano cedute e, al tempo stesso, sottolineò la soddisfazione della maggior parte della clientela in portafoglio.

La Winterthur fu in grado di recuperare velocemente le perdite subite. La creazione di un’assicurazione statale contro gli infortuni lanciò un segnale anche ai gruppi professionali non direttamente coinvolti. Anche questi ultimi, infatti, volevano ora una copertura assicurativa moderna e concorsero alla lievitazione dei nuovi affari presso le compagnie assicurative private. A questo si aggiunsero la crescente importanza dell’assicurazione per veicoli a motore, la persistente rilevanza delle attività all’estero e la progressiva domanda di assicurazioni sulla vita, altresì alimentata dagli interventi statali.

Fondazione dell’assicurazione sulla vita

Il crollo della moneta tedesca dopo la fine della prima guerra mondiale condizionò in modo significativo il mercato svizzero delle assicurazioni sulla vita. Nel 1919 la legge svizzera sulle cauzioni obbligò gli assicuratori sulla vita tedeschi operativi in Svizzera al deposito di titoli di investimento svizzeri.

Fino ad allora le società tedesche avevano avuto un ruolo centrale nel mercato elvetico, ma da quel momento mancarono loro i mezzi necessari per adempiere alle prescrizioni di legge e furono costretti a ritirarsi dal mercato.

Da un lato, gli assicuratori sulla vita svizzeri dovettero farsi carico delle polizze in sofferenza e, dall’altro, si crearono delle opportunità di mercato che anche diversi nuovi assicuratori sulla vita cercarono di sfruttare. Tra questi c’era anche la Winterthur Vita, fondata nel 1923. All’inizio la società operava in una villa vicina alla sede di allora dell’assicurazione infortuni. Nei primi anni deteneva solo una piccola porzione di mercato, che nel 1925 era inferiore al 3 %.

Assicurazione vita collettiva

Le prime polizze vita collettiva vennero stipulate nel 1924, già poco dopo la fondazione dell’assicurazione vita. L’azienda reagiva così all’aumentato interesse da parte delle imprese e dei lavoratori per le assicurazioni di invalidità, vecchiaia e superstiti.

Il prodotto si distingueva in un punto fondamentale dai piani pensionistici fino a quel momento adottati. Si cercava infatti di contabilizzare i cambiamenti futuri e prevedibili già alla stipulazione della polizza, in modo da ridistribuire gli oneri su tutta la durata contrattuale e pianificare meglio i costi per l’impresa. Per l’ampliamento dell’assicurazione collettiva la Winterthur Vita poté avvalersi delle nozioni dell’istituto di previdenza per il proprio personale esistente già dal 1894 e che a quei temi era di esempio per tutta la Svizzera.

Inizialmente la quota totale degli affari di assicurazione sulla vita rimase relativamente bassa e solo dopo la fine della seconda guerra mondiale cominciò a crescere fortemente.

Macchine a schede perforate

Il 1925 assistette all’introduzione delle macchine a schede perforate sia nell’assicurazione vita che nell’assicurazione infortuni e responsabilità civile. Queste servivano per l’elaborazione di polizze, danni e dati contabili oltre che per diverse operazioni di statistica.

Il personale addetto aveva bisogno di una lunga formazione che in un primo tempo era abbinata a un elevato grado di controllo. Per contro, l’ampia divisione del lavoro e la standardizzazione consentirono risultati molto più affidabili. Grazie alle macchine e ai dati contrattuali disponibili in ogni momento e in luoghi diversi sotto forma di schede perforate, fu possibile lavorare indipendentemente dalle pratiche sui sinistri e dalle polizze tradizionali. La nuova tecnica di lavoro si rivelò ben presto uno strumento indispensabile, soprattutto per l’elaborazione di fine anno.

Le schede perforate rimasero a lungo in uso e scomparirono gradualmente dopo l’introduzione dei sistemi online alla fine degli anni Settanta.

Nuova sede amministrativa

La crescita costante si riflesse anche sul numero di dipendenti. Nell’anno di fondazione la società operava con uno sparuto gruppo di collaboratori, ma già a metà degli anni Trenta l’organico alla sede centrale superava i 300 dipendenti. Una conseguenza diretta fu la mancanza di spazio, che già in passato aveva imposto traslochi e cambi di edificio.

Considerata la stabilità dei risultati aziendali, alla fine degli anni Venti la società decise di trasferirsi in un nuovo immobile nella Römerstrasse, che ancor oggi funge da quartier generale.

I lavori iniziarono nel 1929 su un progetto dell’architetto Lebrecht Völki e il nuovo edificio entrò in funzione alla fine del 1931. La spesa complessiva per la nuova costruzione superò i 6 milioni di franchi. Poco dopo la seconda guerra mondiale, tuttavia, l’edificio era già troppo stretto, sebbene il progetto fosse stato realizzato per far fronte alle esigenze di spazio dei 25 anni successivi. Venne pertanto edificata l’ala orientale, ultimata nel 1948.

Assicurazioni di veicoli a motore

Il periodo fra le due guerre fu caratterizzato da una larga diffusione del traffico motorizzato. Si fece strada un nuovo rischio fino ad allora sconosciuto e che richiedeva una copertura assicurativa adeguata. La responsabilità civile per veicoli a motore venne sancita per legge su tutto il territorio federale nel 1933. Già in precedenza si era provveduto a rendere più severe e ampliare le norme emanate dai cantoni. Tra il 1925 e il 1940 la percentuale di premi RC auto e casco raccolti nell’intero segmento infortuni raddoppiò, attestandosi intorno al 32 %. La responsabilità civile proposta in assortimento venne integrata con l’assicurazione casco per veicoli a motore fin dal 1918.

Nonostante la crescita, gli affari nell’ambito veicoli a motore erano costantemente in perdita. Si trattava però di un prodotto indispensabile per il posizionamento di mercato della Winterthur. Ben presto divenne un elemento portante per l’organizzazione di vendita e il contatto stabilito con il cliente fungeva da porta d’accesso ad altri rami assicurativi redditizi.

Assicurazione familiare

Nei primi anni la Winterthur Vita si concentrò sui privati con un tenore di vita elevato. Nel 1934 l’azienda decise di lanciare un prodotto di assicurazione popolare con l’intento di offrire anche alle famiglie di modeste condizioni la possibilità di costituire una previdenza privata per la vecchiaia. Agli assicurati veniva dato un orologio salvadanaio per incentivare il risparmio dei premi necessari. Era dotato di una funzione sveglia e si poteva caricare solo se ogni giorno veniva inserito un importo minimo.

Il principio di facile applicazione funzionava ma richiedeva un importante lavoro di logistica. Più volte si valutò la possibilità di abbandonare il progetto e fu solo la stabile crescita economica del dopoguerra a segnare una svolta. In certi periodi gli orologi salvadanaio in uso raggiunsero un quarto di milione e al mese venivano riparati fino a 1000 pezzi. Vennero gradualmente abbandonati negli anni Settanta, come conseguenza di somme assicurate in costante crescita e, parallelamente, di premi più elevati, della disponibilità di cronometri moderni e convenienti per la grande massa della popolazione nonché di nuovi modi di pagamento dei premi.

Andamento degli affari 1915 – 1945

La Winterthur superò sorprendentemente bene la cesura della prima guerra mondiale, nonostante la raccolta dei premi fosse crollata a causa della quota relativamente alta degli affari in Europa. A peggiorare i fatti, tra il 1918 e il 1919 la Winterthur fu colpita dalle sanzioni economiche della Francia.

Malgrado le conseguenze della crisi economica mondiale, all’inizio degli anni Trenta la Winterthur Unfall (infortuni) e la Winterthur Vita conseguirono uno sviluppo positivo, seguito da una tendenza al rialzo per entrambe. Fu la seconda guerra mondiale a innescare un’inversione di marcia. Il conflitto ebbe un lungo impatto sfavorevole sull’andamento degli affari. Le riserve disponibili e la parallela creazione di sedi operative negli Stati Uniti permisero tuttavia di attenuare questa evoluzione negativa.

Le attività commerciali nella Germania nazionalsocialista e in altri stati europei occupati dal Terzo Reich produssero, alla fine degli anni Novanta, delle conseguenze tardive: per scongiurare una «class action» (azione collettiva) negli Stati Uniti, nel 1998 la Winterthur, assieme ad altre compagnie assicurative svizzere ed europee, s’impegnò a collaborare con la International Commission of Holocaust Era Insurance Claims (ICHEIC). L’obiettivo di questa commissione era di individuare e risarcire i beneficiari di polizze assicurative in giacenza delle vittime dell’olocausto. I lavori dell’ICHEIC si sono conclusi nel 2007 dopo lunghe ricerche.

L’avvento della motorizzazione di massa

Nel 1948, in Svizzera, solo 4 abitanti su 1000 possedevano un’autovettura; 25 anni più tardi erano già 257. Anche la popolazione totale subiva una forte accelerazione, con conseguenze per l’assicurazione RC dei veicoli a motore. La quota dei premi dell’assicurazione danni della Winterthur salì, dalla fine degli anni Quaranta fino alla fine degli anni Sessanta, del 40 % circa, attestandosi al 55 %. Questi affari rimanevano tuttavia rischiosi in quanto i premi non erano sufficienti a coprire le spese. A poco servì anche l’introduzione nel 1963 del sistema bonus-malus.

Video per l’anniversario del 1950

In occasione dell’anniversario del 1950 l’azienda fece girare un video.

Una parte delle riprese è a colori. La pellicola mostra, ad esempio, scene di vita quotidiana presso la sede principale di Winterthur e in diverse sedi all’estero, come il pagamento di un caso di sinistro nei Paesi Bassi. Il video, inoltre, documenta che in varie sedi si faceva già ricorso alle macchine per accelerare i processi lavorativi.

Il video raccoglie anche testimonianze di esperienze straordinarie, come il difficile esordio in Germania o l’arrivo a bordo dell’aereo privato dell’azienda del presidente dell’American Casualty Company, un’affiliata rilevata negli Stati Uniti poco prima dell’anniversario.

Innovazioni nell’assicurazione veicoli a motore

Per distinguersi dalla concorrenza, la Winterthur era alla ricerca costante di innovazioni. Ad esempio nel 1961, poco dopo che le cinture con attacco a tre punti divennero disponibili come dotazione di sicurezza nelle autovetture, le prestazioni in caso di decesso o di invalidità nell’assicurazione per gli occupanti dell’auto aumentarono del 50 % senza addebito di premio a condizione che il veicolo assicurato fosse dotato di cinture omologate.

Grandi calcolatori

A partire dal 1962 la società cominciò a utilizzare i calcolatori per l’elaborazione di massa. Questa nuova tecnologia soppiantò le macchine a schede perforate fino ad allora in uso. Una gran parte dei rami assicurativi passò gradualmente a questa forma di elaborazione, a cui fecero seguito altre operazioni come l’amministrazione di personale, salario e registro delle azioni.

All’inizio del 1972 venne creato un centro di elaborazione dati generale che garantiva il funzionamento degli impianti e la loro manutenzione nonché la programmazione di applicazioni.

Già a metà degli anni Settanta la Winterthur si caratterizzava per l’elevato grado di automatizzazione e vantava una vasta esperienza nello sviluppo e uso di applicazioni.

Rilevamento de La Federale

Con la rilevazione de «La Federale» Compagnia anonima di assicurazioni fondata a Zurigo nel 1881, la Winterthur fu in grado di integrare la propria offerta con l’assicurazione cose, trasporti e crediti, compiendo un grosso passo in direzione di assicuratore globale operante in tutti i rami.

La Federale rimase dapprima completamente indipendente all’interno della Winterthur e continuò a essere presente sul mercato con il suo nome abituale. Dal 1974 i rami principali vennero gradualmente integrati nella società madre.

Ampliamento segmento clientela commerciale Vita

A metà degli anni Sessanta la Winterthur Vita iniziò a vendere assicurazioni transnazionali a grandi imprese operative in Europa ma con sede in America del Nord o in Gran Bretagna. Queste grandi imprese potevano assicurare il loro personale globalmente dalle conseguenze finanziarie di vecchiaia, decesso, invalidità, malattia e infortunio.

Dapprima l’unità fu lanciata come International Division e in seguito come Winterthur International. Dal 1983 questo ramo aziendale assunse la responsabilità dei risultati ed entro gli anni Novanta diventò un’unità aziendale indipendente con un fatturato miliardario. Tuttavia, per la crescita dei premi in questo segmento ci si fece carico di un rischio più elevato del normale.

Dopo che, nel 1997, la Winterthur Assicurazioni fu integrata nel Credit Suisse, questa divisione fu rivalutata e ceduta nel 2001. Seguì un periodo di chiusura che si protrasse per anni. A causa dell’obbligo di accantonamento più volte modificato e comunicato, la vendita divenne di dominio pubblico. La causa scatenante dell’obbligo di accantonamento era un modello variabile di valutazione dei rischi ispirato al gioco del baseball. La chiusura si concluse definitivamente con soddisfazione della Winterthur nel 2005, alla fine del periodo di osservazione contrattualmente pattuito.

Verso la fine degli anni Sessanta venne creato un altro ramo aziendale all’interno dell’assicurazione collettiva. Poiché le imprese con un istituto previdenziale proprio mostravano un sempre maggior bisogno di consulenze personalizzate, di trasferimento del know-how aziendale e di scorporo dell’intera amministrazione previdenziale, nel 1972 venne fondata l’affiliata specializzata Expertisa.

Andamento degli affari 1946-1975

Al termine di una lunga fase di accumulazione, nel 1947 l’assicurazione vita fu in grado di distribuire il primo dividendo. Dopo la seconda guerra mondiale questo segmento continuò a essere dominato dal mercato svizzero, la cui percentuale sul volume totale degli affari della Winterthur Vita superava, nel 1949, l’80 %. Proprio il mercato svizzero generò un aumento sostenuto dell’assicurazione vita. Nel 1975 la quota di mercato conquistata dalla Winterthur Vita raddoppiò, attestandosi intorno al 16 % e la Winterthur Vita si affermò definitivamente come affiliata redditizia.

Sebbene anche il ramo Non vita avesse evidenziato una performance positiva, tra il 1946 e il 1975 la quota di mercato in Svizzera si arenò intorno al 16 %. Ciononostante, la crescita del volume dei premi in Svizzera era enorme e dal 1946 al 1970 gli introiti decuplicarono. Entro il 1975 la Winterthur Assicurazioni era diventata un’azienda miliardaria anche nel mercato svizzero.

Le assicurazioni veicoli a motore erano – pur essendo note per lo scarso rendimento – uno dei fattori trainanti di questo sviluppo. La crescita in questo segmento era l’espressione tangibile dell’aumento del benessere e della mobilità generale. Dalla fine degli anni Sessanta la Winterthur documentò questo cambiamento radicale delle condizioni di vita con l’inserimento, nel rapporto di gestione, di fotografie sulla mobilità e sulla modernità.

Centenario della Winterthur Assicurazioni

Come conseguenza dell’allargamento delle sue attività, nella ricorrenza del centenario nel 1975 la società cambiò nome da «Unfall» a «Winterthur» Società Svizzera di Assicurazioni (in breve: Winterthur Assicurazioni). Negli anni Settanta valicò il mercato domestico svizzero e iniziò a espandersi a livello internazionale.

Parallelamente venne realizzato un nuovo logo aziendale, che dal 1975 fu usato globalmente e inserito come elemento grafico anche per le affiliate con nomi diversi, come la portoghese «Europeia» o la canadese «Republic».

Stato delle attività all’estero nel 1975

Il numero della rivista del personale dedicato all’anniversario del 1975 lasciava che a parlare fossero i paesi europei in cui la Winterthur di allora operava. L’opuscolo rivela quella che era l’idea predominante circa il concetto di internazionalità. L’attenzione si concentrava ancora sull’Europa occidentale, che era al tempo stesso espressione dell’obiettivo internazionale definito per la prima volta in quegli anni. Ad accompagnare questo processo fu l’evoluzione, in linea con lo spirito dell’epoca, di due novità fondamentali: la nascita di un gruppo assicurativo con una struttura a vocazione internazionale e la presentazione dell’azienda con un’immagine grafica unitaria. Del resto, i fatti economici parlavano chiaro. Dopo una breve dominanza del comparto svizzero a seguito della seconda guerra mondiale, nel 1975 già oltre il 50 % della raccolta premi totale veniva generata all’estero. Con un incasso premi lordo di oltre 2 miliardi di franchi, la Winterthur entrava a pieno diritto nel novero dei maggiori assicuratori d’Europa.

Assicurazione di protezione giuridica

Nel 1977 la Winterthur fondò un’assicurazione di protezione giuridica propria, entrando così a far parte, come una tra le ultime grandi compagnie sul mercato in Svizzera, di un segmento assicurativo che si era affermato già negli anni Venti. Un ulteriore impulso venne dalla fusione, nel 1998, con il ramo svizzero dell’assicurazione giuridica tedesca ARAG.

Acquisizioni nell’America del Nord

Dalla fine degli anni Settanta la Winterthur acquistò diverse società operative a livello regionale nell’America del Nord. Esordì nel 1977 con il Canada e dal 1982 si volse al mercato statunitense, dove – fino a metà degli anni Novanta – acquistò un intero gruppo di assicurazioni. L’America del Nord, tuttavia, era solo uno dei punti strategici nel processo di internazionalizzazione. Già nel 1973, ad esempio, si era affacciata sul mercato del Giappone, nel 1979 su quello del Brasile e nel 1988 dell’Australia e Hong Kong.

La maggior parte delle acquisizioni non produsse tuttavia la crescita degli utili auspicata e dal 2000 vennero progressivamente rivendute o passarono, dopo la cessione della Winterthur ad AXA nel 2007, nel portafoglio della nuova società controllante.

Gruppo assicurativo Neuchâteloise

Già nel 1929 quella che era la «Winterthur Unfall» aveva potuto rilevare un ampio pacchetto azionario di questo assicuratore operativo in tutti i rami originariamente specializzato nell’assicurazione dei trasporti. Questa partecipazione permise di avviare una cooperazione su diversi terreni. Quando, nel 1988, la Winterthur divenne azionista di maggioranza, la Neuchâteloise continuò a mantenere un’ampia autonomia. Fu solo nel 1997 che la Neuchâteloise venne completamente integrata e il marchio sparì dal mercato. Negli ultimi tempi la quota di mercato in Svizzera dell’assicurazione danni aveva sfiorato a malapena il 2 % e nell’assicurazione vita si attestava al di sotto dell’1 %. L’integrazione consacrò la Winterthur a maggior assicuratore dei trasporti in Svizzera.

Andamento degli affari 1976 – 1990

La raccolta lorda dei premi quintuplicò tra il 1975 e il 1990, toccando quota 12,5 miliardi di franchi circa. Un esempio rappresentativo di questa intensa fase di crescita è il 1983. Solo in quest’anno i premi lordi incassati in tutto il mondo salirono del 43 %. Parallelamente ai premi lordi aumentò anche l’utile di esercizio, che nel 1990 ammontava a 237 milioni di franchi circa. Al tempo stesso continuava il processo di internazionalizzazione della Winterthur. La percentuale degli affari svizzeri sulle entrate complessive continuava a scemare e nel 1990 era scesa al 45 % circa.

Verso la fine degli anni Ottanta si assistette a un temporaneo rallentamento e gli esercizi 1988 e 1990 si chiusero con un anomalo crollo degli utili. Le cause risiedevano nell’acerrima competizione, nei costi troppo elevati e nella mancata redditività di alcuni rami commerciali. Nel 1990 le turbolenze valutarie e un calo in borsa assestarono un altro duro colpo alla società.

Negli ultimi anni Ottanta i gruppi assicurativi Winterthur e AXA, entrambi con ambizioni internazionali e, in parte, concorrenti, conseguirono un volume di affari pressoché identico.

Crescente importanza dell’assicurazione vita

Durante gli anni Novanta il volume dei premi lordi della Winterthur Vita in Svizzera subì una forte impennata, addirittura raddoppiando tra il 1990 e il 1996. I successi ottenuti con gli investimenti di capitale offrirono la base per i buoni risultati di esercizio. Già a partire dalla metà degli anni Novanta aumentarono gli investimenti in azioni, che raggiunsero una quota del 25 % a cavallo del millennio. Questa strategia di investimento nel 2002 mise pesantemente alle strette l’azienda. Di conseguenza si procedette a ridurre drasticamente la quota azionaria e ad aumentare la professionalità di asset manager e risk manager.

Espansione a Est

Sulla base di una nuova strategia di espansione verso l’Europa dell’Est, nel 1995 la Winterthur avviò delle attività nella Repubblica Ceca prima e in Ungheria e Polonia dopo. Si concentrò sugli affari previdenziali, acquisendo diversi fondi pensionistici e aprendo progressivamente alcune affiliate proprie.

Nel 1999 la quota di mercato detenuta dalla Winterthur nel settore delle casse pensione era del 9 % in Ungheria e, due anni più tardi, addirittura del 25 % nella Repubblica Ceca. Fino al 2005 seguirono altre acquisizioni in Slovacchia e nuovamente in Polonia.

Con la rilevazione della Winterthur nel 2006, questo portafoglio ben strutturato passò ad AXA che lo usò come base per l’espansione verso Est delle attività della nuova casa madre.

Licenza di assicurazione in Cina

Dopo una lunga e intensa preparazione, nel 1996 la Winterthur Assicurazioni riuscì, prima tra tutti gli assicuratori europei, a ottenere una licenza per la vendita di prodotti assicurativi per la regione di Shanghai, una notizia ripresa dai media internazionali.

Già due anni prima era stato possibile aprire un ufficio di rappresentanza a Pechino. Nel giro di poco tempo vennero installati punti di vendita a Shanghai, Tianjin, Guangzhou e Ningbo, che in un primo momento servirono più che altro per osservare il mercato e che generarono un volume ridotto di affari. Nel 2001 la Winterthur cominciò a ridurre drasticamente le attività con la Cina, senza tuttavia abbandonarla completamente. Dopo l’acquisizione della Winterthur Assicurazioni nel 2006, AXA rilevò la licenza e intensificò le attività nel paese asiatico.

Hans Braunschweiler

Il dott. Hans Braunschweiler dette un’impronta indelebile allo sviluppo della Winterthur Assicurazioni. Giurista di formazione, iniziò la carriera nel 1957 come direttore finanziario. Nel 1969 fu nominato delegato del Consiglio di amministrazione, una funzione equiparabile all’odierna carica di CEO. Nel 1983 si ritirò dalle attività operative e rimase nella società fino al 1989 come presidente del Consiglio di amministrazione.

Braunschweiler fu responsabile, tra le altre cose, dell’ampliamento sistematico delle attività con l’estero degli anni Settanta e Ottanta. Ebbe un ruolo importante anche nella fondazione della Commissione del personale (CP) nel 1973.

Peter Spälti

Peter Spälti iniziò la sua carriera nel 1958 «dalla gavetta» di quella che era la Winterthur e nel giro di vent’anni diventò direttore generale. Dal 1978 fu a capo del nuovo dipartimento Servizi. Con il raggruppamento e la sistematizzazione delle funzioni organizzazione, pianificazione, personale, amministrazione interna, elaborazione dati e comunicazione l’azienda si accingeva a battere un sentiero ancora inesplorato. Il successo conseguito in questa funzione gli servì da trampolino di lancio per la carica di CEO. Quando, nel 1983, Spälti assunse questa posizione, intensificò il processo di internazionalizzazione di cui era già stato co-fautore sotto la direzione del suo predecessore. Parallelamente alle sue mansioni dirigenziali, fu a lungo consigliere prima cantonale e dopo nazionale.

Peter Spälti attribuì il successo dell’azienda in primis allo straordinario lavoro dei suoi dipendenti, al mercato principale della Svizzera e alla produttività di un buon portafoglio internazionale. I risultati aziendali gli dettero ragione. Durante il suo mandato come CEO e, in seguito, come presidente del Consiglio di amministrazione, l’azienda rimase sostanzialmente immune alle crisi. Alla fine degli anni Novanta la Winterthur era tra le prime cinque compagnie di assicurazione leader in Europa. Peter Spälti si ritirò nel 2001.

Thomas Wellauer

Thomas Wellauer assunse la carica di CEO nel 1997 sostituendo l’uscente Peter Spälti. In veste di consulente, aveva contribuito in modo significativo alla cooperazione tra la Winterthur e il Credit Suisse. I risultati ottenuti gli fornirono il lasciapassare per il vertice dell’azienda. Al momento della fusione con il colosso bancario nel 1997 era già CEO.

Sotto la sua direzione venne realizzato un Corporate Center, che riuniva funzioni di staff, finanze, l’intera attività di investimento, la gestione del rischio e la riassicurazione e che venne nettamente separato dalle attività operative. Inoltre Wellauer creò l’unità «Previdenza privata e professionale», sotto cui vennero fatte convergere le attività di assicurazione vita dell’assicurazione e della banca.

Egli ebbe un ruolo determinante nella costituzione del settore sovraziendale Financial Services del Credit Suisse. Nel corso del 2000 il comparto assicurativo venne completamente integrato in questo settore, parallelamente a un’ulteriore centralizzazione volta a preparare l’assicurazione alla conglomerazione finanziaria e all’implementazione dei canali elettronici di distribuzione e informazione. Nel 2002, dopo che, nel pieno delle turbolenze dei mercati finanziari, questa strategia bancassicurativa fallì, Wellauer rassegnò le dimissioni.

Leonhard Fischer

«Sono qui per dare una nuova rotta alla nave», aveva sostenuto Fischer in un’intervista nella tarda estate del 2003, poco dopo aver iniziato il mandato di CEO. Esordì installando un management fortemente ristrutturato e riportando l’azienda a un’organizzazione lineare tradizionale. Rinunciando alla formula «all finance», la società, ormai conosciuta sul mercato mondiale come «Winterthur Group», si concentrò sulla sua attività principale e su determinati mercati strategici, tra cui, ad esempio, l’Europa dell’Est.

Una sana base dei costi era indispensabile per la sicurezza del futuro dell’azienda. La rigida politica di Fischer riguardo al personale impose una riduzione del numero dei collaboratori di quasi un terzo entro il 2004. Diverse affiliate, alcune anche molto ben affermate, vennero vendute. A partire dal 2004, gli ottimi risultati finanziari conseguiti sotto la sua direzione riportarono velocemente la società ai livelli prima della crisi e il «Winterthur Group» ritornò tra i protagonisti del mercato assicurativo europeo. Al contempo, questi risultati incrementarono il valore intrinseco dell’azienda rendendola interessante ai fini di una vendita.

Philippe Egger

Quando Philippe Egger, che proveniva dall’esterno dell’azienda, assunse la carica di CEO della Winterthur Assicurazioni Svizzera nel 2003, l’azienda navigava in cattive acque e registrava forti perdite. Egger sottopose l’azienda a una gestione unitaria centralizzata e strutturò le regioni in modo funzionale, pur mantenendo la decentralizzazione dei posti di lavoro. Nel 2003 Philippe Egger è stato nominato anche CEO della Winterthur Vita Svizzera.

La situazione dei costi nel mercato svizzero si stabilizzò in modo relativamente veloce. Dopo due anni in perdita, nel 2004 l’impresa tornò nella zona di profitto. A tal fine, ad esempio, le organizzazioni di vendita Vita e Non vita, tradizionalmente separate, vennero fuse e le aree di mercato in Svizzera ridimensionate. L’azienda perseguì una strategia di redditività. In primo piano furono posti gli obiettivi di risparmio cosicché la quota di mercato rimase dapprima stagnante.

La vendita della Winterthur ad AXA nel 2006 ha segnato un cambiamento radicale. «E adesso vogliamo tornare a crescere» ha dichiarato conciso Egger durante un’intervista nel 2007. Da quel momento ha trovato, assieme ai collaboratori di tutti i livelli, un equilibrio sostenibile ed estremamente positivo tra investimenti nella crescita e un controllo moderato dei costi.

Dopo quasi undici anni a capo dell’azienda, Philippe Egger ha lasciato la sua posizione dirigenziale a fine del 2013. A novembre 2015 è stato eletto dal Consiglio federale per il mandato 2015 – 2019 come Vicepresidente del Consiglio di amministrazione dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA.

A succedere a Philippe Egger nella posizione di CEO di AXA Winterthur dal 1° gennaio 2014 è stato Antimo Perretta, fino ad allora responsabile Distribuzione.

Henri de Castries

Il francese de Castries, classe 1954, guida le sorti del Gruppo AXA dal 2000 come presidente dell’AXA Management Board e da maggio del 2010 come presidente e CEO di AXA. Ha impresso un’accelerazione all’internazionalizzazione del Gruppo e ha fatto di AXA una delle maggiori società assicurative al mondo, presente principalmente in Europa occidentale, America del Nord e nell’area dell’Asia-Pacifico. Ha iniziato la sua carriera presso AXA già nel 1989 nella Corporate Finance Division, occupando poi diverse posizioni che lo hanno portato ai vertici dell’azienda. Henri de Castries si è diplomato all’HEC Paris (Ecole des Hautes Etudes Commerciales) e all’ENA (Ecole Nationale dʼAdministration). Dal 2012 è in seno al Consiglio d’amministrazione della Nestlé ed è presidente dell’organizzazione di volontariato di AXA «AXA Cuori in Azione».

23 GIUGNO 2003 – 17:05

Dopo aver venduto in Gran Bretagna, l’assicuratore zurighese cede le sue attività in Italia e rivede le condizioni per i fondi pensionistici professionali.

Dopo la crisi degli ultimi anni, Winterthur concentra le sue attività per ritrovare la fiducia dei mercati.

La Winterthur, filiale del Credit Suisse Group (CSG), cede le sue attività assicurative in Italia al gruppo bolognese Unipol per 1,465 miliardi di euro (2,27 miliardi di franchi). La transazione sarà completata nella seconda metà dell’anno, ammesso le autorità italiane di sorveglianza sui cartelli diano luce verde all’operazione.

Per diventare il quarto operatore italiano, Unipol prevede il pagamento in contanti del pattuito: il 90 per cento del prezzo d’acquisto sarà coperto dalla Unipol Assicurazioni SpA e il 10 per cento dall’azionista di maggioranza Finsoe SpA.

La nascita di AXA Winterthur

Il 3 maggio 2007 il presidente di AXA Henri de Castries e il CEO di AXA Winterthur Philippe Egger hanno schiacciato assieme il pulsante che simboleggia l’avvio di AXA Winterthur. La vendita della Winterthur al gruppo AXA era stata annunciata già a giugno dell’anno precedente.

Per il Gruppo AXA l’acquisizione della società elvetica rappresentava un’occasione unica. Prima dell’acquisizione, la quota di mercato detenuta da AXA in Svizzera era inferiore all’1 % e il marchio AXA era praticamente sconosciuto. Con l’incorporazione della Winterthur Assicurazioni la situazione è nettamente cambiata.

Malgrado l’elevato grado di riorganizzazione necessario, il passaggio dal Credit Suisse ad AXA si è svolto senza grosse difficoltà. Nel corso del 2007, l’attività internazionale dell’ex Winterthur Assicurazioni è stata integrata nelle società nazionali di AXA. La precedente AXA Assicurazioni (Svizzera) è confluita in AXA Winterthur.

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