La questione delle rivalse: Claudio Demozzi chiede all’ANIA una moratoria

L’istituto della rivalsa a mio avviso non ha più nessun senso, eppure le compagnie di assicurazione continuano a farne un grande uso; non solo, è difficile ottenere degli sconti anche in presenza di fatti oggettivi.

Il meccanismo del pagamento della rivalsa da parte del subentrante aveva senso quando le provvigioni erano prenotate ed era presente il tacito rinnovo.

Oggi il mercato è cambiato notevolmente e quindi non si comprende il perché del perdurare ti tale meccanismo arcaico e che impedisce l’inserimento, o meglio il subentro, di giovani meritevoli in situazioni di agenzie gestite per più di quarant’anni dallo stesso soggetto.

Non dimentichiamoci che ogniqualvolta viene affidato il portafoglio le provvigioni vengono ridotte ed oggi a ciò si aggiunge il fatto che, se l’agente uscente continua comunque la professione con un’ altra mandante, il rischio di perdite insistenti di portafoglio, da parte del subentrante è molto alto.

Il rimanere ancorati a questa visione oramai arcaica dimostra la poca lungimiranza delle compagnie di assicurazione. sarebbe giusto il momento, visto poi che l’accordo (ANA) è scaduto da ben 10 anni, di mettere mano ad un nuovo accordo che recepisca tutte le grandi novità del mercato e scriva una storia moderna di nuove relazioni nel mercato assicurativo italiano.

Non vorrei che come al solito dovesse intervenire il governo per far sì che, per legge alcuni istituti anacronistici vengano eliminati.

L’intervento di Demozzi (SNACHANNEL).

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