La IDD (Direttiva UE 2016/97) e le disposizioni introdotte in Italia

Come noto, il Decreto non si è limitato a recepire la IDD (Direttiva UE 2016/97) ma, forse su suggerimento dell’Ivass ma questo aspetto rimane per ora misterioso, ha introdotto alcune disposizioni potenzialmente in grado di provocare la chiusura di duecentomila micro aziende tra Agenzie e subagenzie e di lasciare senza lavoro i rispettivi dipendenti.

In particolare, con l’introduzione del comma 1/bis dell’art. 117 C.A.P., viene cancellato il conto corrente agenziale, intestato all’agente, con obbligo per i clienti di pagare direttamente alle compagnie le polizze in scadenza. Inoltre, viene abrogata la disposizione che garantisce agli agenti di operare liberamente e di incassare i premi delle polizze, in presenza di fidejussione bancaria (pari al 4% del portafoglio incassi). Queste norme non solo non sono contenute nella Direttiva europea, ma anzi ne risultano in palese contrasto.

Inoltre, sono potenzialmente in grado di impedire l’operatività in regime di plurimandato, con ciò ingessando la concorrenza ed inducendo gli Agenti ad operare in esclusiva per una sola compagnia, comportamento questo più volte condannato sia dal Legislatore che dall’Autorità Garante della Concorrenza (SNACHANNEL).

Come si può pensare che un simile provvedimento passi inosservato e sopratutto non provochi la giusta reazione di coloro che, se la norma venisse approvata e resa esecutiva, andrebbero incontro ad una morte certa?

Sono esterrefatto dallo strapotere di alcune realtà assicurative che ancora oggi riescono a influenzare a loro beneficio chi, legiferando, dovrebbe tutelare i diritti dei più deboli con l’emanazione di norme a loro esclusivo uso e consumo.

La cancellazione del conto corrente agenziale, intestato all’agente, con obbligo per i clienti di pagare direttamente alle compagnie le polizze in scadenza è un atto criminale a cui non dovrebbero ribellarsi solo gli intermediari ma anche i consumatori. Il ruolo dell’intermediario, oggi già ridotto ad una sorta di mero distributore di prodotti assicurativi, beffeggiato da norme quali l’adeguatezza che servono per illudere il cliente che quanto proposto dall’intermediario sia frutto di una ricerca attenta della soddisfazione dei propri bisogni e non tanto una semplice distribuzione di prodotti assicurativi, ingessati da processi di standardizzazione da parte delle mandanti, viene ancor più mortificato dal fatto che le compagnie vogliono incassare direttamente dai clienti, escludendo di fatto colui che ha procurato il cliente, colui su cui è stata riposta la fiducia da parte di chi voleva acquistare “sicurezza”.

Ma c’è di più: l’abrogazione della disposizione che garantisce agli agenti di operare liberamente e di incassare i premi delle polizze, in presenza di fidejussione bancaria, rappresenta un atto ancor più provocatorio a dimostrazione dello smisurato potere che oggi è in capo ad alcuni gruppi assicurativi.

A cosa serve tutto ciò? Semplicemente a rendere ancora più “prigionieri” gli agenti di assicurazioni di mandanti che hanno ridotto le provvigioni ed incrementato gli oneri amministrativi e di gestione a carico dei propri agenti beffeggiandosi anche della caduta dell’esclusiva voluta dal governo Bersani.

Io osservo sbigottito pensando a come oggi in Italia, un mestiere che era universalmente riconosciuto quale un mestiere con un forte ruolo sociale, dove la differenza veniva data dalla capacità consulenziale dell’agente, oggi sia ridotto ad una sorta di semplice collocamento di prodotti assicurativi a taglio fisso, senza la possibilità di uscire da una folle standardizzazione.

In un fabbricato a più piani fuori terra, avente strutture portanti verticali costruite in cemento armato

assicurasi:

Così recitavano le polizze che io, giovane assuntore, scrivevo per conto degli agenti all’inizio degli anni 80 quando si parlava di clausola dei mezzi di chiusura 24A e 24B, di tariffa Rossa o Blu, di MPL e MUR

 

 

4 commenti

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  • Buonasera Alberti, volevo portare un punto di vista differente, la normativa IDD introdurrà sicuramente sconvolgimento nell’industria assicurativa. Ma, sempre secondo me, il principio sottostante è assai nobile: lasciare il mercato solo a dei veri professionisti, liberando il campo a intermediari improvvisati (per non dire peggio). Per quanto riguarda le provvigioni a mio avviso è giusto che le incassino le compagnie: tutti i procacciatori di affari, promotori finanziari, agenti di commercio ecc. rappresentano le proprie aziende e ricevono delle provvigioni per le vendite effettuate e mai dispongono delle somme procacciate. Perché deve essere diverso per gli agenti assicurativi ? Anche loro sono dei promotori professionisti e non trovo giusto che si finanziano a costo zero per fronteggiare le spese: i costi aziendali rientrano nel cosiddetto rischio imprenditoriale che, per sua natura, non deve essere sostenuto dal cash flow proveniente dai premi incassati, è un privilegio molto singolare. Non voglio poi dimenticare le “mancate rimesse” che hanno affossato negli anni molte piccole Compagnie. Grazie dello spazio, buona sera Alberti !

    • Carissimo Angelo, la sua visione, animata da nobiltà d’animo è del tutto rispettabile. Quello che sostengo io è un principio che va oltre il provvedimento stesso. A mio avviso, da ex manager di compagnia, che dovrebbe in qualche modo difendere il beneficio in cui si troverebbero le mandanti, la visione invece è opposta e ritengo che il provvedimento vada a ledere in maniera pesante la rapportualità fra agente e cliente spostando, di fatto, la relazione e quindi la rapportualità nell’ambito della compagnia assicurativa. Personalmente dissento anche sul fatto che gli agenti debbano essere pagati a provvigione, fatto questo che snatura il loro ruolo consulenziale. Oggi, in un mercato moderno, gli intermediari tutti dovrebbero stabilire direttamente il loro compenso. Sarebbe quindi auspicabile che fossero loro ad acquistare il prodotto assicurativo direttamente dalla mandante (così si eviterebbero le mancate rimesse) rivendendolo gravato del costo di intermediazione al cliente finale.
      Questo renderebbe il mercato molto più concorrenziale e svincolerebbe gli intermediari da quel rapporto di sudditanza nei confronti delle mandanti. Il mandato di rappresentanza mal si addice al mercato della consulenza assicurativa. Ovviamente questa è la mia opinione.

      • Secondo me, proprio le opposte opinioni che abbiamo evidenziato in questo breve scambio, sarà tema di dibattito nei prossimi mesi e provo ad ipotizzare che il livello di scontro si innalzerà parecchio. L’ IDD è comunque normativa europea che si applicherà in tutti i paesi, quindi le levate di scudi delle categorie sarà probabilmente molto sterile, e qui, concordo con lei, la parte debole è il mondo degli intermediari. Insisto però sul fatto che le agenzie si finanzino a costo zero con i premi incassati, non c’è nessun altro mercato in cui chi intermedia offrendo la propria consulenza, incassi il ricavo derivante dalla vendita.

        • …non c’è nessun altro mercato in cui chi intermedia offrendo la propria consulenza, incassi il ricavo derivante dalla vendita.…

          Ha ragione, proprio per questo la polizza andrebbe preacquistata dall’intermediario e rivenduta al cliente finale con il markup (commissione di intermediazione). Per il resto condivido con lei. Buona serata