Inizia il tour del corso che ha destabilizzato il mondo della formazione

Questo è il titolo di un post che Filippo Gazzola ha pubblicato su FaceBook per pubblicizzare un suo corso. Il post mi è stato inviato da un mio amico in quanto io sono stato recentemente “bannato” come si dice in gergo, da Filippo Gazzola per aver, a suo dire, criticato il suo modo di fare formazione in maniera “poco professionale”…

In realtà personalmente non conosco Filippo Gazzola, non ho mai partecipato ad un suo corso. Mi sono solo limitato a criticare il fatto che assieme ad un altro formatore, il quale mi ha pesantemente insultato pubblicamente, hanno portato avanti corsi sul Social Media Marketing assicurativo, un argomento che, a mio avviso, non esiste di per sé, esiste il social media marketing e sopratutto non è l’invenzione del secolo.

È nota a tutti i miei lettori la mia battaglia contro la teoria che si possono vendere polizze attraverso FaceBook, contro l’applicazione di tecniche di vendita alla stregua dei venditori di aspirapolvere ad un settore, quello delle assicurazioni, dove l’intermediario deve necessariamente essere un consulente preparato e non certamente un “venditore di pentole”.

Ricordo a chi è convinto che le polizze si possono vendere attraverso FaceBook , che le polizze non si vendono semplicemente perché si è su di un social e che la vendita online è molto ben regolamentata dall’IVASS proprio per una corretta tutela del consumatore che il social non garantisce assolutamente.

Ma oggi nel leggere questo post non mi è venuta in mente la mia contestazione nei confronti di chi porta avanti questa teoria, bensì il fatto che quanto pubblicizzato da Filippo Gazzola, che ripeto mi dicono essere un buon formatore, provoca al mio modo di intendere la formazione assicurativa una sorta di “rifiuto urticante”.

Mi dispiace dover polemizzare con Gazzola ma la terminologia da lui usata nel post e il risultato comunicativo che provocano in me le sue parole è a dir poco sconcertante.

…IL TOUR DEL CORSO CHE HA DESTABILIZZATO IL MONDO DELLA FORMAZIONE ASSICURATIVA

…HA CAPOVOLTO LA MENTALITA’ DEGLI INTERMEDIARI

Un corso che HA DESTABILIZZATO IL MONDO DELLA FORMAZIONE ASSICURATIVA, e CAPOVOLTO LA MENTALITA’ DEGLI INTERMEDIARI

Francamente non capisco cosa significhi nella sostanza. Io se fossi un intermediario sarei preoccupato di un corso che capovolga la mia mentalità e come formatore professionista mi piacerebbe comprendere meglio la destabilizzazione provocata nel nostro settore da questo corso.

Il mestiere dell’assicuratore è un mestiere che merita rispetto, un mestiere che ha alla base una grossa preparazione, un mestiere che costa fatica. Gli intermediari sempre di più hanno la necessità di far emergere la loro professionalità, non hanno bisogno di personaggi (spero che Gazzola non sia uno di questi) che intendono il mestiere dell’intermediario assicurativo come un semplice mestiere riconducibile  alla vendita. Chi vende polizze o meglio chi insegna a vendere polizze deve a suo volta averle vendute, deve aver sputato sangue nel portare a casa i contratti.

Divento una belva quando ho la sensazione che si voglia sminuire una professione che ha un ruolo ben preciso nella nostra società e che si basa sulla consulenza, che costa fatica.

Basta con frasi ad effetto con il solo scopo di attirare più gente possibile in aula. Cerchiamo noi formatori di rispettare chi si iscrive ai nostri corsi insegnando loro il mestiere, dandogli gli strumenti giusti per, da una parte offrire consulenza e dall’altra rafforzare la fidelizzazione della propria clientela.

Siamo nel 2017 e non possiamo più trattare gli intermediari come venditori! La professione è a rischio cerchiamo di parlare del ruolo dell’intermediario del futuro.

 

 

4 commenti

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  • Complimenti per l’articolo, seguo spesso l’argomento su Facebook e purtroppo devo constatare che questi personaggi sono quelli che definisco i “Compagni di Merenda” ovvero i figli del merendismo (da Frank Merenda) che a qualsiasi professione hanno accostato il suffisso “vincente” tabaccaio vincente, ristoratore vincente, avvocato vincente, raffazzonando banali e vecchi concetti del marketing e prendendo quelli più moderni ma alla rinfusa e proiettandoli nell’ottica della sterile vendita. Dov’è l’esperienza del cliente? dov’è la relazione professionista-cliente? ecco questi sono i frutti di questo filone vendere, vendere, vendere, su una cosa ha ragione Merenda, come dice il suo libro “vendere fa schifo” si fa schifo se non si instaura una relazione con i propri clienti, se in agenzia non prendi un caffè con loro, se non riesci a essere il loro braccio destro in materia assicurativa. Spero in percorsi che possano insegnare questo, anche attraverso i social.

  • Daniele Zanini

    Con tutto il dovuto rispetto Leonardo Alberti, ma un articolo dovrebbe contenere spunti utili a chi legge e contenuti che diano valore a chi utilizza il proprio tempo per approfondire una tematica

    Perché questo odio?

    Perché questa continua disapprovazione verso tutto e tutti?

    Non sono un Fan di Filippo Gazzola, non so cosa insegni in aula ma proprio per questo non mi permetto di giudicare.

    Ha dei modi di fare marketig che non condivido? Forse

    Spara minchiate? Non ho mai assistito ad un suo corso quindi non mi permetto di dirlo.

    Non ho mai frequentato un corso di Frank Merenda da 4.000, ma proprio per questo non mi permetto di parlarne male.

    Anzi sinceramente mi piacerebbe frequentarlo perchè pur essendo uno dei migliori assicuratori della mia azienda voglio ancora migliorare.

    Non ho mai venduto polizze su facebook, ma non mi metto a criticare chi lo fa, se chi lo fa ottiene risultati come Pasquale Caterisano.

    Questa necessità di fare articoli che mirino la professionalità altrui da dove deriva?

    Giusto per capire perché visto che gli unici articoli che ho letto su questo blog sono articoli che mirano a mettere in cattiva luca altri colleghi mi piacerebbe sapere da dove deriva questa necessità di denigrare sempre
    gli altri.

    Cordiali saluti