Il successo facile non è del mondo delle polizze: il caso Lemonade

lnsurtech, aumentano le perdite della startup Lemonade

Lemonade è una startup insurtech fondata nel 2015, che ha iniziato a operare nel 2016. Attualmente ha una licenza assicurativa per operare in 27 stati del gigante a stelle e strisce e ha lanciato servizi in IO di questi. Fondata dal presidente Shai Wininger e dal CEO Daniel Schreiber, ha recentemente completato un round di finanziamento di 120 milioni di dollari e ha raccolto 180 milioni di dollari fino ad oggi.

Tuttavia, il 2017 non si è concluso bene per la startup, secondo quanto riporta il corrispondente di “The lnsurance lnsidel’ Ted Bunker. Stando ad alcune indiscrezioni, Lemonade ha depositato relazioni statutarie con i regolatori statunitensi che mostrano “premi netti gonfiati e crescenti perdite di sottoscrizione”.

Quando nel 2015 venne annunciata tutti accolsero Lemonade come la killer application del nostro settore. Chi professava catastrofi per gli intermediari italiani dovuti a questo startup innovativa.

Io fui uno dei pochi che fu molto “tiepido” sull’entusiasmarmi per Lemonade. Ricordo un articolo scritto da Mirko Odepenko su Il Broker dove si accoglieva con entusiasmo l’iniziativa:

Siamo orgogliosi di annunciare l’avvio di questa importante collaborazione che ci consente di essere i primi al mondo ad entrare nel settore delle micro-assicurazioni proposte al cliente finale in modalità push direttamente sul suo smartphone. La nostra tecnologia permette alla compagnia assicurativa di diventare realmente customer centric ed essere sempre al fianco dei propri clienti – ha commentato Andrea Silvello, co-founder di Neosurance -. Proposte semplici, chiare e trasparenti pensate per i millennial, il cui acquisto si completa in un paio di click sullo smartphone con modalità molto semplici e intuitive”. 

Questo ci deve far ben riflettere sul fatto che fare le polizze non è un mestiere facile; non esistono scorciatoie per il successo specialmente nel nostro mondo. Vi dirò di più che la professionalità non si inventa dall’oggi al domani. Ci pensavo questa mattina quando ho incontrato nella saletta Frecciarossa di Roma Carlo Salvatori uno dei grandi manager del nostro settore che ha dimostrato cosa vuol dire essere un AD con la “A” maiuscola durante la sua permanenza in Unipol. Ebbene Carlo, mi ha accolto con un affetto incredibile gratificandomi con parole di elogio sulla mia persona. È davanti a personaggi come Salvatori che ci dovremmo entusiasmare e non certo di fronte ai maghi delle “scorciatoie”.

 

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