Il ritorno dati: potere e discriminazione?

Ogni volta che incontro un rappresentante di un gruppo agenti e mi viene detto che purtroppo la loro mandante da il ritorno dati esclusivamente ad una sola società di software mi sale il sangue alla testa.

Personalmente ritengo che una compagnia di assicurazione dovrebbe comportarsi con tutti alla stessa maniera dando a tutti gli operatori del mercato che sviluppano gestionali di agenzia il ritorno dati o non dandolo a nessuno, questo nella logica di una sana concorrenza.

Invece, da quanto si sente in giro, le cose non stanno così.

Non facendo l’avvocato non so se questo sia legalmente possibile, ma a rigore di logica non dovrebbe esserlo tanto più che i dati vengono raccolti dagli intermediari e quindi, teoricamente, dovrebbero essere di proprietà degli intermediari o al massimo in “condominio”.

Il problema del ritorno dati da sempre fa parte di una trattativa estenuante fra le rappresentanze sindacali e le mandanti. Ora mi chiedo: cosa succederebbe se gli agenti si rifiutassero di digitare i dati sul sistema di compagnia per l’emissione di un contratto o peggio, cosa succederebbe se li digitassero solo sul loro gestionale obbligando la mandante ad andarseli a pescare? Chiaramente la mia è una provocazione per far capire che la concorrenza, in tutti i settori è elemento di garanzia assoluta della qualità del prodotto.

Quindi, ritorno dati per tutti o per nessuno? Mi piacerebbe sull’argomento avere l’opinione o del sindacato o di un legale anche perché credetemi il problema è più serio di quanto si pensi.

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