Guadagnare a provvigione!

Gli intermediari assicurativi sono remunerati con le provvigioni, e fino a quì la cosa è abbastanza normale. Il problema sussiste dal momento che, fatta eccezione degli iscritti alla lettera B, sempre che non percepiscano provvigioni dalle compagnie, i soldi arrivano non dal cliente, per il quale si sta facendo la consulenza, ma dalle compagnie che ovviamente hanno tutto interesse a far VENDERE ( si avete capito bene: vendere!) le proprie polizze più redditizie.

Quindi non sciacquamoci la bocca con il fatto che siamo consulenti:

  • iscritti in A, vengono pagati dalle compagnie;
  • iscritti in E, vengono pagati dagli iscritti in A, che vengono pagati dalle compagnie;
  • iscritti in B, solo in Italia, vengono pagati sia dalle compagnie che dai clienti.

Allora forse, prima di parlare di consulenza e di nuovo modo di fare consulenza bisognerebbe avere il coraggio di scardinare il sistema retributivo degli intermediari assicurativi.

Così facendo gli Agenti riconquisterebbero la dignità di ruolo e la loro libertà. Si avrebbe una sola lettere del RUI e sopratutto, la proprietà dei dati e la proprietà della clientela sarebbe assicurata.

Quale è però il problema? Direi che la risposta è facile; gli intermediari imprenditori purtroppo in realtà non sono imprenditori e quindi hanno bisogno di questo sistema di retribuzione del proprio lavoro. Essere imprenditori vuol dire investire nella propria azienda, senza padroni o vincoli di mandato.

Provate a ragionarci e vedrete che forse le cose stanno proprio così!

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Leonardo Alberti