Giacomo Campora commenta la situazione dei mercati mondiali


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Abbiamo trovato su FB questo articolo che ripubblichiamo così come è in quanto di grande spessore.

THINK PINK

Stessa spiaggia stesso mare e mercati molto differenti. Un anno fa in questo periodo lo scossone da rivalutazione della valuta cinese. Da quel momento i mercati finanziari hanno avuto un andamento ondivago e creato più di una grande paura per gli investitori.
Il temuto tracollo della economia cinese si è rivelato un ridimensionamento, anche se è ragionevole pensare che un livello del 6% di crescita del prodotto interno lordo non possa durare all’infinito.
Il mercato delle materie prime permane comunque piuttosto debole. I tassi di interesse non hanno visto che un minimo rialzo negli Stati Uniti, mentre nel resto del mondo le politiche monetarie restano ancora estremamente espansive. La situazione del Giappone e quella dell’Europa richiedono, a mio parere, ulteriori allentamenti delle politica fiscale, che dovrebbe viaggiare pari passo con quella monetaria.

In quest’anno, come ho scritto un anno fa, la leadership mondiale è passata dal Dragone all’Aquila.

I risultati dei mercati azionari lasciano ancora a desiderare, con solo gli Stati Uniti ad aver raggiunto nuovi massimi. Molto bene invece hanno fatto i mercati obbligazionari, che ancora una volta dall’inizio dell’anno mostrano un risultato complessivo (total return) ben superiore a quanto ci si poteva aspettare all’inizio del 2016.

L’anno è iniziato comunque con una enorme crisi delle valutazioni dei titoli settore bancario europeo, una crisi che perdura e che ha portato ad alcuni cambi di management e di strategia. Se si potesse veramente adottare un’ottica di lungo periodo per guardare agli eventi presenti e futuri, allora sarebbe interessante identificare quegli istituti finanziari che hanno superato la metà del guado e stanno trasformandosi in società centrate sul Wealth Management. Mi sono infatti convinto, anche perdendo dei soldi personalmente, che non vale la pena scommettere su turnaround di banche che continuano ad operare con un modello tradizionale. La forbice fra tassi attivi e passivi, insieme al rischio insito in derivati e non performing loans, non consente di ottenere un ROE (return on equity capital) superiore al costo implicito del capitale di rischio (rappresentato principalmente dalle azioni).

Inoltre l’esperienza giapponese insegna come il profilo demografico richieda un profondo shift da accumulazione a distribuzione della ricchezza. La combinazione ideale è quella fra Investment Banking e Wealth Management per servire gli imprenditori e gestirne la ricchezza.
È il modello delle banche americane di successo e, secondo me, sarà il modello vincente. Ma per ora il mercato tratta l’Investment Banking con multipli bassi, non convinto del potenziale di creazione di valore. Molto più safe è invece il Wealth Management, settore ancora immaturo e con grandissima crescita potenziale. Quindi se si vuole investire nel settore bancario europeo bisogna identificare molto rapidamente quei nomi che sono sufficientemente grandi e che hanno orientato la propria strategia verso la gestione dei patrimoni della clientela privata.

Negli altri settori, se ancora facessi il gestore, ricercherei con grande attenzione quelle aziende che hanno un portafoglio prodotti piuttosto ampio, gestite in maniera molto efficiente, con un orientamento al servizio dei bisogni di una clientela benestante. In ciascun settore quindi cercherei di evitare i produttori di massa, la cui valutazione dipende crucialmente dalla capacità di restare competitivi in termini di prezzo e di costi, orientandomi invece su quelli che sono in grado di vendere prodotti primum a prezzi elevati. Per capire meglio come identificare questo tipo di aziende bisogna considerare quanto è la proporzione delle spese di ricerca e sviluppo sul totale del fatturato.

Non sono mai stato bravo ad identificare ed anticipare specifici cambiamenti e quindi non costruirei un portafoglio ricercando risultati mirabolanti legati a nuove tecnologie, con la sola eccezione della robotica e automazione industriale.

Il trend su cui mi sento di poter investire del denaro è quello delle tecnologie per la difesa dei Paesi. Normalmente questi settori, in cui le commesse pubbliche sono gigantesche, tendono ad essere degli incubatori per altre nuove tecnologie.

Ritornando al quadro macro, il 2016 si è già caratterizzato per la uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Ammiro la capacità dei governi della UE di lasciare a bagnomaria le reazioni della pubblica opinione e di non avere eccitato gli animi. Ancora una volta la Signora Merkel ha dato un esempio notevole di quanto importante sia non precipitare le decisioni. Se vogliamo è lo stesso atteggiamento che bisogna tenere ben presente quando investiamo denaro per noi o per i nostri clienti.

La prossima prova sarà l’ azione del presidente degli Stati Uniti. Per quanto non particolarmente ispirato, ritengo che la vittoria di HRC sia da ritenersi cosa fatta. Queste elezioni passeranno alla storia perché gli Stati Uniti avranno finalmente un presidente donna. Non credo ci saranno motivi di rammaricarsi, a maggior ragione considerando la alternativa.

Le donne portano spesso un punto di vista diverso e utile a completare il quadro di analisi. Potremmo trovarci nei prossimi anni con i tre Paesi più importanti dell’Occidente governati da donne, con il fondo monetario internazionale a presidenza Lagarde. Due lire su un mondo migliore le scommetterei senz’altro. Meglio due euro, ma nel nostro Paese nulla è mai scritto.

Complessivamente, con tassi di interesse bassi e che rimarranno tali, sono del tutto discutibili i pareri che indicano i mercati azionari come sopravalutati. Il modello di equilibrio fra mercato obbligazionario e mercato azionario indica che se si prende in riferimento il primo, il secondo ha spazio per rivalutarsi.

Insomma al meeting di Cernobbio di inizio settembre aspetto toni decisamente più costruttivi da parte dei relatori. Vi aggiornerò allora. Nel frattempo buone vacanze.

Dulcis in fundo, tutto questo mio flash è stato dettato al mio iPhone con Siri, anch’essa una donna, sebbene solo virtuale.  Se solo consideriamo dove siamo arrivati, non possiamo non aver fiducia nel futuro.

GC

 

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Leonardo Alberti