Emendamenti di Commissione relativi al DDL n. 2085

Il Senato, in sede di esame dell’AS 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza»,

 premesso che:

il decreto legislativo 7 settembre 2005 n.209, c.d. Codice delle Assicurazioni Private, all’articolo 122 dispone l’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore e natanti ed il codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, e successive modificazioni, vieta dunque di circolare su strada senza copertura assicurativa e prevede sanzioni amministrative, oltre al sequestro del veicolo, in caso di assenza di assicurazione;

in Italia si è negli anni registrato sia un aumento generalizzato dei premi assicurativi RC. auto sia una forbice sempre maggiore tra le tariffe applicate nell’area settentrionale e quelle applicate nell’area centro-meridionale;

a fronte dell’obbligatorietà dell’assicurazione RC auto, il mercato delle tariffe assicurative è carente di una normativa che, agendo sulla determinazione dei prezzi, garantisca omogeneità tariffaria delle polizze su tutto il territorio nazionale e sia quindi effettivamente premiale anche nei confronti degli automobilisti meridionali in classe di massimo sconto;

tale differenziazione, comporta peraltro, autentiche abnormità e colpisce indirettamente vari settori economici. L’effetto perverso delle distorsioni denunciate si riflette, in modo speculare, sulla ormai ingestibile situazione di scopertura assicurativa e violazione dell’obbligo di contrarre polizza RC. auto per la circolazione dei veicoli a motore: si stima, secondo dati ANIA, che in Italia circolano circa quattro milioni di veicoli senza assicurazione. La maggior parte degli autoveicoli privi di polizza si concentra al Sud (13,5 per cento) rispetto al Centro (8,5 per cento) e Nord (6,2 per cento). Ciò comporta gravissime conseguenze sociali quale l’incremento dei sinistri in cui è coinvolto il Fondo di Garanzia Vittime della Strada con ulteriore carico a costo degli assicurati che devono pagare un sovrapprezzo destinato appunto al Fondo di Garanzia per risarcire gli incidenti causati da non assicurati;

secondo gli studi di settore dell’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Postali e Assicurativi (ADUSBEF) e Feder consumatori (2 luglio 2013), le tariffe assicurative Re. auto sono aumentate del 245 per cento tra il 1994 ed il 2012 e un cittadino della Campania, in particolare dell’area napoletana, paga circa il 240 per cento in più di un cittadino di Milano o Padova, tutti in prima classe di merito e senza incidenti negli ultimi 5 anni;

nel 2013 l’indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con l’obiettivo di accertare cause e andamento dei premi e dei costi relativi al mercato dell’assicurazione RC. auto, ha accertato che i premi in Italia sono in media più elevati e crescono più velocemente rispetto a quelli dei principali Paesi europei. Nello specifico, con riferimento al livello, i premi in Italia sono più del doppio rispetto a Francia e Portogallo, superano quello tedesco dell’80 per cento e quello olandese di quasi il 70 per cento e, con riferimento all’andamento, la crescita delle tariffe in Italia è quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia;

emerge anche che gli aumenti annui medi delle polizze RC. auto a livello provinciale siano stati del 20 per cento all’anno nel caso di un neo-patentato, del 16 per cento all’anno per un quarantenne, del 9-12 per cento/anno per un pensionato, del 12-14 per cento/anno per un diciottenne con ciclomotore e abbiano superato il 30 per cento annuo per un quarantenne con motociclo. Le province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più significativi sono localizzate nella gran parte dei casi nel Centro-Sud e tali province si caratterizzano per una crescita dei premi superiore a quella riscontrata nel Nord Italia;

gli interventi e le proposte avanzate, a chiusura dell’indagine conoscitiva dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, furono accolte dal Governo Letta che inserì nel decreto-legge n. 145 del 2013, cosiddetto destinazione Italia, un articolo teso a ridurre i costi dell’assicurazione auto (articolo 8). Tale articolo fu successivamente soppresso nella legge di conversione n. 9 del 2014 e presentato sotto forma di disegno di legge. Il disegno di legge prevedeva la riduzione dei costi dell’assicurazione auto attraverso un meccanismo di sconti premiali e il totale delle riduzioni previste era del 23 per cento;

nell’ultima relazione dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, 23 giugno 2015) sull’attività svolta nell’anno 2014, si rilevano significative differenze territoriali per il prezzo medio effettivo e non di listino delle polizze RC. auto nelle 21 province monitorate: il prezzo medio effettivo più alto è per un guidatore adulto di Napoli (766 euro) rispetto a quello più basso di Aosta (318 euro), con un costo del 140,9 per cento in più. Rispetto alla media nazionale di 475 euro, nella provincia campana i prezzi sono più alti del 61,3 per cento. Dopo Napoli, segue Reggio Calabria (640 euro) e Firenze (560 euro), mentre Roma si posiziona al quinto posto con 549 euro. Le province più convenienti sono Campobasso (352 euro) e Trento (366 euro);

esistono forti differenze anche per quanto riguarda i neopatentati (IVASS, monitoraggio trimestrale aggiornato ad aprile 2014). Napoli, sebbene la tariffa abbia registrato una diminuzione del 5,78 per cento rispetto ad aprile 2013, è ancora una volta la città con i prezzi pagati (media aritmetica dei prezzi ponderata con le quote di mercato delle compagnie effettivamente presenti nella provincia) più cari: il prezzo pagato riferito alla polizza Rc auto per un 18enne, con autovettura di 1.300 cc. alimentata a benzina, in classe bonus-malus di ingresso (C.U. 14), con un massimale minimo di legge, è pari a 3.158 euro a fronte di una media nazionale di 2.743 euro. Al di sopra della media anche Reggio Calabria (3.090 euro, –4,3 per cento rispetto ad aprile 2013), Bari (2.947 euro, –8 per cento), Palermo (2.925 euro, –7 per cento), Roma (2.891 euro, –7,4 per cento), Cagliari (2.828 euro, –6,7 per cento), Ancona (2.873 euro, –7 per cento), Genova (2.791 euro, –3,9 per cento), Firenze (2.782 euro, –8,5 per cento), Torino (2.768 euro, –5,8 per cento) e Bologna (2.765 euro, –11,9 per cento). La provincia dove si paga di meno, sempre secondo i dati resi noti dall’IVASS, è Bolzano (1.690 euro, –3,4 per cento), seguita da Trento (1.692 euro, –3,6 per cento) e Aosta (1.699 euro, –0,3 per cento);

ne deriva una doppia maggiorazione: gli italiani pagano più degli europei e gli italiani del meridione pagano più dell’italiano medio. A fronte di queste disuguaglianze contributive l’articolo 32, comma 3-quinquies del decreto-legge n.1 del 2012, c.d. decreto liberalizzazioni, convertito con modificazioni in legge. n.27/2012 concernente la disciplina del profilo tariffario in materia di Re auto, stabilisce, fra l’altro, che per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive ed oggettive, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte. Nel dettaglio prevede la possibilità di annoverare, fra le condizioni oggettive, le differenti condizioni di rischio rilevabili nelle diverse aree del territorio nazionale: tale previsione è stata oggetto di rilevanti questioni interpretative, tali da indurre il Ministero dello Sviluppo Economico a pronunciarsi, su richiesta dell’IVASS, con nota del 18 aprile 2012, sancendo che «una ragionevole e legittima interpretazione della norma, dovrebbe includere nelle differenziazioni tariffarie possibili anche per le classi di massimo sconto, quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti, eccetera)»;

andrebbe altresì ben valutata non la pura sinistrosità ascrivibile a determinate provincie o zone bensì, onde avere un quadro realmente esaustivo del concetto di rischio assicurativo, il costo medio di risarcimento. È infatti noto che nelle provincie meridionali, pur a fronte di un numero di sinistri più elevato che in altre realtà del Paese, è molto diffuso il sinistro con lesioni lievi (c.d. microlesioni), quindi di modesto impatto economico, tanto più a seguito della riforma dell’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni di cui alla legge 27/2012 che ha contenuto i risarcimenti per cosiddetti «colpi di frusta»;

lo stesso Ministero dello sviluppo economico, nell’evidenziare i problemi di legittimità comunitaria connessi ad un’eventuale interpretazione che fosse diretta a concludere che la disposizione avesse introdotto la tariffa unica nazionale nel territorio italiano, ha sottolineato come la normativa stessa implichi da un lato un maggior onere di trasparenza e di analiticità, da parte delle imprese, nell’enucleazione delle differenze tariffarie legate a fattori territoriali e, dall’altro lato, l’implementazione, ad opera delle imprese stesse, di un regime di maggior favore tariffario verso gli automobilisti più virtuosi nelle aree territoriali a rischio più elevato;

considerato che:

l’atto senato 2085 recante «legge annuale per il mercato e la concorrenza» al capo II del disegno di legge reca disposizioni in materia di Assicurazioni,

impegna il Governo:

a fronte dell’obbligatorietà dell’assicurazione R.C. auto e del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Carta costituzionale, attraverso le recenti modifiche normative proposte al Codice delle assicurazioni private nell’ambito dello schema del disegno di legge “Concorrenza”, ovvero valutando l’introduzione di ulteriori sistemi, a prevedere che il principio di mutualità assicurativa vada applicato, nella determinazione dei premi di polizza, favorendo le riduzioni di prezzo a vantaggio degli assicurati virtuosi collocati in classe di massimo sconto, con effetti maggiori proprio nelle aree territoriali a maggior rischio, come la Campania, dove il peso relativamente più alto degli oneri assicurativi – a fronte di comportamenti virtuosi degli assicurati – è percepito come insostenibile dalle famiglie, ciò anche attraverso la maggior valorizzazione della profilazione della polizza assicurativa in funzione delle caratteristiche di rischio soggettivo dell’assicurato;

ad attivarsi con tutte le iniziative necessarie affinché:

le compagnie assicuratrici diano luogo ad una personalizzazione tariffaria che rispetti il principio della trasparenza e che sia legata soprattutto alle caratteristiche dell’assicurato e non solo al veicolo; ciò potrebbe anche costituire un volano per l’economia atteso che potrebbe indurre molti soggetti all’acquisto di un secondo veicolo dalle caratteristiche diverse rispetto a quello usato generalmente;

sia favorita l’operatività dell’Archivio informatico integrato istituito presso l’IVASS, nell’ambito del quale confluiscono le diverse banche dati pubbliche e private tra cui l’anagrafe testimoni e danneggiati e la banca dati dei contrassegni assicurativi dematerializzati, funzionali all’attività antifrode realizzata dall’Istituto di vigilanza;

sia valutata l’opportunità di evitare la depenalizzazione della truffa assicurativa ex articolo 642 del codice penale, considerando invece la possibilità di applicare una specifica aggravante, atteso che il danno arrecato si ripercuote anche sulla collettività, favorendo nel contempo la previsione di sanzioni amministrative accessorie per gli assicurati di veicoli oggetto delle truffe assicurative.

Lucio ROMANO

XVII Legislatura

Foto del Senatore Lucio ROMANO Regione di elezione: Campania
Nato il 9 gennaio 1955 a Aversa (Caserta) 
Residente a Aversa (Caserta)
Professione: Docente universitario di medicina – chirurgia e bioetica 

Elezione: 24 febbraio 2013
Proclamazione: 8 marzo 2013
Convalida: 22 ottobre 2013

Membro Gruppo Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE

Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
Membro della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanita’) (in sostituzione del Vice ministro Andrea OLIVERO)
Vicepresidente della 14ª Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea)

Membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani

Membro della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro

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