Dici cose giuste per Te, ma non per me quindi ti revoco!

“Accelerare, spronare, correggere o criticare sono modalità di conduzione a discrezione del Capo Area”.

Rispetto ad una volta oggi con tutta la comunicazione che si fa sul nostro settore si scoprono cose che prima non arrivavano all’orecchio di molti.

Nel mio solito gironzolare per il web, mi sono imbattuto in un articolo che ho trovato istruttivo ed interessante, a firma Roberto Bianchi.

Tutto l’articolo è interessante, ma volevo soffermarmi su questa parte:

Oggi intendo invece parlarvi dei cattivi rappresentanti di Compagnia come quello che nello scorso novembre, dopo avere elencato i numeri della raccolta Vita e Danni dell’Impresa per cui lavora, si badi bene da sempre plurimandataria per vocazione, scrive con integralismo aziendale inquietante agli agenti della sua zona:
“Chi aspetta non resterà con noi. Chi pensa di usarci non resterà con noi. Chi pensa che siamo di secondo livello non resterà con noi.
Quindi adesso dovete semplicemente capire su quei dati che ho fornito quanto incidete. Se la risposta è poco o niente siete fuori”.
Ricevuta la giustificata replica da parte di un collega che lamentava alcuni disservizi patiti dalla Compagnia, aggiunge con parole di piombo tipiche dell’uscere che si sente generale per il solo fatto che gli hanno cucito le mostrine sulle spalle della divisa: “Ci sto’ (riporto testualmente l’originale, compresi i refusi e le castronerie sintattico-grammaticali dovute forse alla scarsa scolarizzazione, ndr.) riflettendo e sinceramente quello che mi hai scritto non mi piace. I dubbi amletici di quelli della frase ‘se non hai nulla di intelligente da dire è meglio tacere’; la concordo in pieno e visto che dici cose giuste per Te, ma non per me chiudo la tua Agenzia”.
Un caso isolato, direte voi, di palafreniere per così dire “analfabeta di ritorno” che si dimostra più realista del re. No invece, alle rimostranze del Gruppo aziendale intervenuto per ricondurre i toni del dialogo in un ambito più adeguato ai rapporti tra area manager (chissà perché in inglese suona meno minaccioso dell’equivalente incarico espresso in italiano arcaico “capo area”) e agenti di una determinata zona, il direttore commerciale e marketing commenta, come se quanto accaduto fosse del tutto normale:
Accelerare, spronare, correggere o criticare sono modalità di conduzione a discrezione del Capo Area”.
Ora non mi stupisco che ancora oggi esistano dei Capi Area come quello descritto, ma la colpa non è sua bensì di chi l’ha messo in quella posizione, di chi gli ha dato quel posto.
Quando ero direttore commerciale di Winterthur mi sono sempre battuto affinché il ruolo degli ispettori commerciali ed i capi area avesse una sua dignità professionale. Formazione, valore aggiunto; due caratteristiche imprescindibili per il mestiere del commerciale.
Ricordo di essere rimasto abbastanza esterrefatto quando seppi, per esempio, che in Allianz per essere promossi a funzionario dovevi sostenere una sorta di esame. Una mosca bianca, infatti, tranne questa rara eccezione, nelle compagnie di assicurazione vanno avanti personaggi di basso profilo solo perché appartenenti a cordate. Non bisogna quindi stupirsi se poi ci troviamo di fronte a situazioni come questa. Quello che un pochino mi sorprende e che se, il capo area è un fesso, il suo superiore non è da meno dal momento che, se le cose sono andate così come descritte da Roberto, ha permesso una revoca ad mutuo totalmente ingiustificata, anzi più che permetterla l’ha avvallata dal momento che non mi risulta che un capo area possa revocare un agente.
Si dice che gli intermediari debbono assolutamente rinnovarsi per poter restare “dignitosamente” nel mercato di oggi; ebbene forse lo stesso dovrebbe valere anche per i dipendenti di compagnia, non tutti per fortuna, ma quelli che ancora oggi non hanno capito bene cosa vuol dire fare bene il proprio lavoro.
Per fortuna non sono tantissimi, ma comunque di tanto in tanto si sente di qualche funzionario, o peggio ancora dirigente del settore commerciale, che fanno del potere l’unico strumento di conduzione della rete agenzie.
Molto spesso, anzi troppo spesso però, vale la regola che : “Il pesce puzza dalla testa“.

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