Dentro o fuori! Ultimo avviso dell’AD di UnipolSai

Non vorrei occuparmi sempre di UnipolSai anche perché potrebbe sembrare una mia guerra personale nei confronti dell’azienda che mi ha dato da vivere per oltre 30 anni, ma francamente le dichiarazioni che leggo sui giornali di settore mi portano a dire quello che penso sulla politica del 2° gruppo assicurativo italiano.

Lo spunto di riflessione mi viene da quello che ASSINEWS ha pubblicato il 18 maggio intitolando l’articolo: “Ultimo avviso di Cimbri ai cinquemila agenti: dentro o fuori dal nuovo patto Unipol“; in particolare le ultime righe del pezzo a firma Gigi Giudice che dicono:

“In sede di conferenza stampa, rispondendo a un quesito su come stanno procedendo i confronti con le diverse anime costituenti la realtà dei cinquemila agenti e sul livello di condivisione del Nuovo Patto Unipol, Carlo Cimbri è stato tranchant: “Gli agenti, con i quali ci si confronta da anni ormai, hanno tempo fino a giugno per decidere se aderire o no al Nuovo Patto Unipol. Chi ci sta, bene. Altrimenti ognuno per la sua strada.

Un atteggiamento decisamente “bulgaro” (l’aggettivo bulgaro ha un significato figurato: chi ha un “atteggiamento bulgaro” mostra segni di autoritarismo, di regime dittatoriale, di imposizione), che mal si addice con la figura di Carlo Cimbri, almeno come ho avuto modo di conoscerlo io.

Mi sono quindi soffermato a pensare se si trattasse di una “boutade” dell’AD oppure semplicemente di una provocazione finalizzata ad ottenere la massima condivisione possibile.

Se invece fosse una frase a cui seguono azioni dirette per in qualche modo mettere “fuori dall’azienda” tutti coloro che non aderiranno al Patto Unipol, allora la cosa sarebbe preoccupante.

Ultima mia interpretazione personale potrebbe essere che il dr. Cimbri abbia interpretato alla lettera quello che il reale ruolo degli agenti di assicurazione. Infatti la categoria lavora in funzione di un mandato di rappresentanza (o meglio di collocamento dei prodotti della mandante) e viene retribuita attraverso un sistema provvigionale. In virtù di ciò chi non condivide la linea della propria mandante basta che rescinda il mandato, dando le dimissioni e si rivolga ad altre compagnie del mercato.

Staremo a vedere dopo il 30 giugno, scadenza indicata da Cimbri, cosa succederà di quegli agenti che non aderiranno al nuovo patto Unipol.

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