Bene assicurazioni: il portafoglio è degli agenti

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L’amico Fabio Sgroi ha pubblicato una interessantissima intervista a Roberto Radice, intervista a cui vi rimandiamo.

Noi di AssiTv abbiamo estrapolato un passaggio che riteniamo molto interessante:

Da mandato riconosciamo la piena paternità del portafoglio all’agente, in quanto vogliamo valorizzare il suo ruolo imprenditore, per cui vale per noi il concetto che le polizze sono della compagnia, ma il cliente è e resta dell’agente. Su questo sappiamo di essere dei precursori e siamo certi che daremo l’abbrivio a un modo nuovo di pensare al rapporto, a volte complesso, fra compagnie e distributori.

Noi lo diciamo in modo rigoroso e trasparente: i clienti sono dell’agente. Ciò vuol dire che, in caso di scioglimento del rapporto con la compagnia, il portafoglio resta all’agente. Inoltre, e questo è un altro elemento di forte novità, garantiamo all’agente una sorta di clausola di salvaguardia. Mi spiego meglio facendo un esempio: se un nostro agente arriva all’età del pensionamento e decide di ritirarsi, ma all’interno del suo nucleo familiare non c’è nessuno che abbia voglia di proseguire la sua attività, sarà lui stesso che potrà proporre alla compagnia l’acquisto del proprio portafoglio. La compagnia, quindi, determinerà il valore del portafoglio garantendo sempre, come valore minimo, l’indennità di risoluzione prevista dall’accordo nazionale agenti 2003.

Nell’accordo nazionale agenti è contemplata l’ipotesi che l’agente possa chiedere alla compagnia, in sostituzione dell’indennità di fine rapporto, la paternità del portafoglio. Si tratta di una richiesta che può essere accettata o meno dalla compagnia. Da noi non è una facoltà ex post, ma è sempre un diritto ex ante. In altri termini: Bene ha “istituzionalizzato” e reso finalmente pacifico uno dei temi più controversi e odiosi per il mondo agenziale, attribuendo un valore centrale all’operato dell’intermediario nella ricerca e nella cura della relazione con il cliente. (© TUTTOINTERMEDIARI.IT)

Un concetto innovativo ed estremamente interessante che stravolge l’attuale rapportualità fra mandatari e mandanti definendo ex-ante la cessazione del rapporto. L’agente propone clienti alla compagnia e la compagnia gli paga le provvigioni. Quando il rapporto non è più, per così dire “idilliaco”, l’agente lascia la compagnia portandosi via i propri clienti.

Questo mecanismo semplice e moderno ha già scatenato sul web discussione di chi è a favore e di chi è contro.

Personalmente so che questo modo di agire non è ben visto dal sindacato, ma so anche che, per esempio, gli iscritti in B di fatto hanno già la paternità di portafoglio e non percepiscono liquidazione. Questo mi porta a fare un altro ragionamento:

non è giunto forse il momento di unificare le figure del RUI e rivedere tutta la normativa contrattuale di rapportualità con le mandanti e con la clientela?

A voi la discussione!

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