Basta un articolo del Sole 24h per scatenare la “bagarre”

Un paio di giorni fa su FaceBook viene postato un articolo del Sole 24 Ore di poche righe sulle disgrazie di AIG.

Non so se l’estensore dell’articolo avesse l’intenzione di screditare il colosso americano o semplicemente volesse mettere in evidenza una politica tecnica non tanto ortodossa. Sta di fatto che sull’articolo che dipingeva una compagnia agonizzante il mercato, quel mercato che magari ha anche venduto le polizze di AIG in Italia, si è scatenato nelle critiche le più accese.

Il tracollo in Wall Street non è dovuto alla voce che la compagnia è sotto riservata anche in Italia, bensì al fatto che nel portafoglio rischi del colosso statunitense pensano polizze che a seguito degli uragani dell’anno passato hanno prodotto danni ingenti.

Probabilmente è vero che la compagnia abbia sottostimato le riserve dell’esercizio passato, ma penso che il problema, se circoscritto all’Italia, influisca molto poco sulle ingenti perdite di esercizio.

Ciononostante a noi piace sparare a zero su chi, fino a poco tempo fa era presente su molti rischi importanti nel nostro mercato. Ora il mio giudizio non è ne tecnico ne tantomeno vuole dare ragione o torto a chicchessia, quello che vorrei sottolineare è che bisogna fare molta attenzione a sparare a zero su aziende o personaggi che poi, spesso, dimostrano che le cose non sono proprio come descritte dalla stampa.

Vi ricordate il caso del chirurgo ortopedico Prof. Norberto Confalonieri? Vi ricordate cosa disse la stampa all’epoca?

Milano, 28 luglio 2017 – Torni pure in libertà, ma non in sala operatoria. I pm Eugenio Fusco e Letizia Mannella hanno dato parere favorevole alla revoca degli arresti domiciliari per Norberto Confalonieri, il medico arrestato lo scorso marzo con le accuse di essere a libro paga di importanti aziende che forniscono protesi al suo ospedale e di aver provocato danni fisici ad alcuni pazienti.

Ieri, davanti al tribunale della libertà, nell’udienza fissata su istanza della difesa di Confalonieri che ha chiesto la revoca dei «domiciliari», la Procura ne ha sollecitato la sostituzione con l’interdizione dai pubblici uffici per un anno. Per dodici mesi, insomma, al primario del Cto-Pini sarebbe proibito tornare a lavorare.

Cosa succederebbe se poi il Prof. Confalonieri venisse assolto? Semplicemente che la sua carriera sarebbe definitivamente distrutta e magari noi avremmo perso un grande ortopedico.

Quindi attenzione a giudizi affrettati. Aspettiamo sempre la conclusione delle indagini.

Scrivi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *