Assicurazioni: “l’inversione del ciclo produttivo” rispetto alle società industriali.

Una delle caratteristiche delle società assicurative è  “l’inversione del ciclo produttivo” rispetto alle società industriali.

Di questo ne abbiamo già parlato, ma è sicuramente un punto fondamentale per capire come funziona il nostro settore.

Inversione

E’ fondamentale comunque comprendere bene che mentre le imprese industriali prima investono (costi di produzione) e poi guadagnano (vendita prodotti), le imprese assicurative prima incassano (sottoscrizione della polizza) e poi pagano (sinistri). Quindi per le imprese assicurative i costi arrivano dopo. Un grossissimo vantaggio che spesso non viene sfruttato a pieno.

Non solo, ma l’intermediazione è affidata a due figure universalmente definite:

Broker: Intermediario indipendente che opera nell’interesse esclusivo del cliente, in favore del quale si impegna a reperire presso il mercato le soluzioni assicurative più convenienti e più adatte a soddisfare le sue esigenze e quindi retribuito direttamente dal cliente (in teoria!)

Agente: Intermediario che opera per conto di una o più società e che cura l’iter di collocamento delle polizze.

Gli agenti operano solitamente sulla base di un incarico a tempo indeterminato, comprendente la vendita e la gestione di un portafoglio assicurativo, e inoltre rappresentano la compagnia assicuratrice in caso di controversie legali, retribuito a provvigione.

Ciò cosa significa? Semplicemente che le compagnie di assicurazione hanno un vantaggio enorme, i costi di distribuzione sono definiti a priori e quindi prevedibili nella costituzione del prodotto. Ciò permette un calcolo preciso del costo dei prodotti assicurativi definendo quindi il “premio”.

premio

Premio equo Premio che consente di coprire le perdite stimate generate dal complesso dei rischi trasferiti all’impresa di assicurazione
+Caricamento di sicurezza Quota di premio destinata a coprire le eventuali maggiori perdite effettive generate dai rischi trasferiti all’impresa di assicurazione rispetto a quelle stimate
=Premiopuro
+Caricamento per spese Quota di premio destinata a coprire le spese sostenute dall’impresa di assicurazione
=Premio di tariffa

In realtà però i bilanci sono fatti sui premi di competenza che quindi tengono conto della riserva premi che viene spalmata in base all’esercizio di competenza.

Premi di competenza

Focalizzandoci sui Ricavi, definiamo i premi di competenza come parte di premi, emessi nell’anno o in anni precedenti, relativa a rischi effettivamente in corso nell’esercizio di riferimento.

I premi di competenza saranno pari a:

Premi emessi e contabilizzati nell’anno (Pe), decurtati della riserva premi dell’esercizio (RPn) e maggiorati della riserva premi dell’esercizio precedente (RPn-1):

Pcn=Pen-RPn+RPn-1=Pen -ΔRPn

riserva premi

Abbiamo voluto soffermarci su questi aspetti semplicemente in quanto è importante capire come funziona il sistema di valutazione di un prodotto assicurativo dal punto di vista delle entrate per la Compagnia.

Una volta viste le entrate, premi vanno valutate le uscite tecniche, sinistri che hanno anche loro delle regole ben precise.

Il costo relativo ai sinistri viene imputato a CE secondo il principio di competenza

Per i sinistri che non vengono liquidati nell’anno di accadimento, la compagnia deve stanziare in bilancio un accantonamento, denominato riserva sinistri, che rappresenta una prudente valutazione del futuro costo da sostenere per il risarcimento del danno e delle spese di liquidazione.

I sinistri di competenza (Sc) saranno pertanto pari ai sinistri pagati e contabilizzati nell’anno (Sp), maggiorati della riserva sinistri dell’esercizio (RSn) e decurtati dalla riserva sinistri dell’anno precedente:

Scn= Spn+ RSn–RSn-1= Spn+ ΔRSn

sinistri

Ora, non vorremmo fare un trattato assicurativo ma semplicemente far capire come le compagnie di assicurazione valutano la produzione dei propri intermediari. Questo deve portarci a riflettere sul fatto che il settore assicurativo in realtà non premia solo la produzione, ma coinvolge i propri intermediari nel processo di redditività delle polizze non tenendo conto del fatto che su molte delle componenti di calcolo della redditività della polizza l’intermediario è totalmente impotente.

Non si possono pagare gli incentivi sul rapporto Sinistri/Premi dove non c’è controllo da parte dell’intermediario, non vi è responsabilità e non esistono leve per determinarne l’esito a fine anno.

L’unico indicatore tecnico di sinistrosità che ha realmente valore nel meccanismo incentivante della rete è la:

Frequenza sinistri (senza sinistri IBNR). La frequenza sinistri, per esempio RCAuto, è definita come il rapporto tra tutti i sinistri accaduti e denunciati con seguito (che cioè hanno dato o daranno luogo a un risarcimento) nell’anno di generazione e i veicoli esposti al rischio (misurati in base ai giorni di esposizione in un anno, cosiddetti veicoli-anno).

Quindi:

  1. Le compagnie prima incassano, poi pagano;
  2. Gli intermediari non sono responsabili della sinistrosità come costo, se non per la componente frequenza…tanti sinistri, pochi guadagni…

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