Nuovo art.117 Codice Assicurazioni Private: i premi incassati dagli intermediari agenti e subagenti ebbano essere versati direttamente all’impresa

Il nuovo comma 1/bis dell’art. 117 CAP, prevede infatti testualmente che i premi incassati dagli intermediari agenti e subagenti, analogamente ai produttori diretti delle compagnie, debbano essere versati direttamente all’impresa, anche in presenza della fidejussione bancaria prevista dall’ultimo comma dello stesso articolo e dalla Direttiva europea.

Una norma che mina l’operatività degli agenti e dei subagenti, ma sopratutto la loro autonomia imprenditoriale:  ventimila agenti, duecentomila collaboratori e più di ventimila dipendenti agenziali a rischio di estinzione. Lo SNA si è mosso con vigore per modificarne i contenuti.

Non vogliamo entrare nei meriti legali della norma, ma vorremmo fare un ragionamento molto più alla portata dell’uomo della strada.

Partiremmo dal definire chi è un agente di assicurazione: “soggetto che, mettendo a disposizione del pubblico la propria competenza tecnica, svolge stabilmente in forma professionale ed autonoma l’incarico di provvedere a proprio rischio e spese, con compenso in tutto od in parte a provvigioni , alla gestione ed allo sviluppo degli affari di un’agenzia promuovendo la conclusione di contratti per conto di una o più imprese di assicurazione. Gli agenti di assicurazione sono iscritti in un apposito albo professionale tenuto dall’ IVASS.

Bene, libero professionista che svolge a rischio e sue spese la conclusione di contratti per conto di una o più imprese di assicurazione. Ma in realtà è proprio così? L’agente è libero di operare con più imprese? La clientela è sua o delle compagnie? A sentire gli agenti tutti sono convinti di quanto detto più sopra anche se, per esempio, nonostante l’abolizione dell’esclusiva sono liberi di prendersi altri mandati? Forse bisognerebbe rivedere il tutto. Gli agenti di assicurazione hanno una ANA fermo al 2003 (diremmo fatto alquanto scandaloso!) dove si recita:

Agente – Contratto di agenzia.

I comma – E’ agente di assicurazione colui che, iscritto all’Albo nazionale degli agenti di assicurazione, mettendo a disposizione del pubblico la propria competenza tecnica, svolge stabilmente in forma professionale ed autonoma l’incarico di provvedere a proprio rischio e spese, con compenso in tutto od in parte a provvigioni, alla gestione ed allo sviluppo degli affari di una agenzia…

ART. 10 – Provvigioni: su premi incassati dalla impresa, su premi incassati a mezzo cambiali, su penali di storno, su premi compensati con indennizzo di sinistri.

I comma – Salvo quanto previsto dal comma successivo, la provvigione di incasso spetta all’agente integralmente anche quando i premi siano stati incassati direttamente dall’impresa o compensati con indennizzi di sinistri.

…anche quando i premi siano incassati direttamente dall’impresa. Questo è il punto a nostro avviso importante:

L’agente provvede a proprio rischio e spese e quindi tutto sommato il cliente deve necessariamente essere suo, i contratti invece delle compagnie; i premi li incassa lui e poi li rimette alle compagnie in quanto se li incassassero direttamente le compagnie il cliente di fatto diventerebbe di “proprietà” per così dire delle compagnie, cosa che non è ammissibile per analogia con gli intermediari di tipo B (i broker) che rappresentano il cliente in virtù di un mandato ricevuto dallo stesso.

C’è poco da dire, l’incasso diretto dei premi non ha senso è un atto di prevaricazione e sopratutto va contro la logica degli accordi in essere. Su questo punto gli agenti di assicurazione non debbono e non possono cedere in quanto è la porta per la loro estinzione.

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