ANIA DATI 2015: PREMI RC AUTO -6,5%


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La commercializzazione della copertura RCAuto, evidenzia l’Ania, è fortemente correlata con la vendita di nuove vetture che era crollata, secondo i dati Aci, di oltre il 40% nel periodo 2009-2013. Nella media del 2015, invece, sempre secondo l’Aci, le nuove vetture hanno registrato una crescita di quasi il 15% dopo la più contenuta crescita già riscontrata nel 2014 (+5,5%). Questo fenomeno spiegherebbe sicuramente il fatto che il settore Corpi veicoli terrestri abbia una crescita pari al 2,9%.

Per quanto riguarda l’RCAuto, a mio avviso, bisogna vedere, più che la vendita dei nuovi autoveicoli, quanti sono i veicoli circolanti in Italia:

veicoli

La tabella di cui sopra ci riporta alla reale motivazione del decremento dei premi RCAuto. Infatti se i veicoli aumentano, diminuisce il numero dei veicoli non che circolano sprovvisti di assicurazione, a questo punto la spiegazione sta nella riduzione del premio medio, fenomeno dovuto ad una politica di sconto eccessiva che le compagnie mettono in atto oramai da anni nonché dal fatto che il sistema Bonus Malus non ha più ragione di esistere.

Andamento dei prezzi per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre del 2015.

Questi i principali risultati:

  1. Il premio medio per la garanzia r.c. auto nel quarto trimestre 2015 è pari a 439 euro; il premio è sceso del -2,9 per cento nell’ultimo trimestre del 2015 e del -7,6 per cento rispetto a fine 2014.
  2. La variabilità dei prezzi nel territorio rimane ampia con prezzi tendenzialmente più alti nelle regioni del Centro-Sud.
  3. La scatola nera è presente nel 15,8 per cento dei contratti stipulati nel quarto trimestre del 2015 (era il 13,6 per cento nel quarto trimestre del 2014 e l’11,2 per cento nel quarto trimestre 2013).
  4. La scatola nera è maggiormente diffusa nelle province in cui il prezzo della copertura r.c.auto è più elevato. Le prime 5 province per diffusione della scatola nera sono Caserta, Napoli, Salerno, Catania e Reggio di Calabria, con percentuali rispettivamente del 47, 41, 32, 32 e 30 per cento sul totale dei contratti.

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Leonardo Alberti