Adesione sì o adesione no al Patto UnipolSai 2.0

Se ne parla tanto ed in ogni contesto. Ogni volta che un Gruppo da la propria adesione, le discussioni si fanno più animate con motivazioni al supporto del fronte dei sì e del fronte del no.

Non so quanti sanno dove sia realmente il problema; non è l’adesione al PATTO bensì le regole di rapportualità fra mandanti ed intermediari.
Si parla di agente imprenditore, ma in realtà non è proprio così. Esso è rappresentato dal Gruppo, dal Sindacato e da se stesso. Ora esaminiamo bene il processo e le conseguenze che una decisione a favore del sì di un qualsiasi Gruppo Agenti determina.

Il primo Gruppo che dice “” affranca la mandante mettendo di fatto i propri associati, contrari alla sottoscrizione del nuovo Patto in serie difficoltà. In linea teorica ogni singolo agente, in virtù delle norme che regolano il mandato può decidere di non firmare, ma se lo fa, in antitesi con quanto fatto dal proprio Gruppo rischia con molte probabilità la revoca. questo diventare ancor più problematico per gli agenti di piccole dimensioni, magari monomandatari. In seconda scelta la compagnia potrebbe decidere di accorparlo ad un agente che ha già dato la propria adesione. Quindi la libertà decisionale, slegata dal volere del Gruppo, vacilla molto.

Seconda conseguenza le ripercussioni che la decisione del Gruppo che ha aderito al Patto ha nei confronti degli altri Gruppi che perdono di forza negoziale nei confronti della mandante.

Quindi discutiamo tanto di una questione dove in realtà la decisione è inevitabile che venga presa a favore di una accettazione del nuovo Patto.

Purtroppo è una non scelta, una libertà di non decidere. Gli imprenditori agenti soffrono della relazione con le proprie mandanti oggi maledettamente vicino ad una sorta di rappresentanza di mandato senza alcuna caratteristica di imprenditorialità. Ma per fortuna esiste ancora la “dignità della professione”, quello stimolo intellettuale che vi permetterà di andare oltre imponendo la vostra professionalità, gestendo la clientela con efficace competenza.

La vostra unica salvezza è lì, nella vostra forza imprenditoriale, nella libertà di svolgere il ruolo sociale con professionalità agita e con passione rinunciando però ai favolosi guadagni degli anni ’70.

Essere agenti di assicurazione oggi può essere comunque ancora fonte di grandi soddisfazioni, l’importante è non perdere la “dignità” e qualche volta saperlo dimostrare anche di fronte alle mandanti.

Questo è il mercato degli anni 2000, questo è il futuro della lotta alla disintermediazione.

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