Addio Paolo! Ci lasci il rag. Ugo Fantozzi emblema di un passato non passato

Paolo Villaggio ha riempito la mia infanzia e quella di tanti altri “ragazzi del ’56”, con lui mi sono divertito e con lui ho passato serate indimenticabili seguendolo nella piccola televisione in bianco e nero che avevamo nel salotto di casa nostra a Roma.

Quando Elisabetta, la figlia, nostra amica di gioventù, ha annunciato la sua morte ho pensato che fosse giusto scrivere qualcosa che lo ricordasse su AssiTv. Ci ho pensato a lungo perché anche dopo la sua morte Paolo Villaggio ha fatto discutere, nel bene e nel male, come artista e come uomo. Oggi su FaceBook ho trovato questo contributo filmato che vi ripropongo. Un piccolo ricordo di un grandissimo artista.

Paolo Villaggio (Genova, 30 dicembre 1932 – Roma, 3 luglio 2017) è stato un attore, comico, scrittore, sceneggiatore e doppiatore italiano.

È stato autore e interprete di personaggi legati a una comicità paradossale e grottesca, come il professor Kranz, il timido Giandomenico Fracchia, e soprattutto il ragionier Ugo Fantozzi, maschera letteraria da cui è nata una saga cinematografica di ampio e duraturo successo. La sua attività di umorista, attore comico e uomo di spettacolo si è protratta per svariate generazioni, entrando nella cultura di massa degli italiani. Al percorso attoriale ha fatto eco quello di scrittore, iniziato con un libro su Fantozzi, seguito da altri otto libri sul ragioniere e varie opere di carattere satirico.

 

Ha recitato anche in parti più drammatiche, partecipando a film di registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli. Nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ricevette il Leone d’oro alla carriera. Nell’agosto del 2000 gli fu assegnato il Pardo d’onore al Festival del cinema di Locarno.

 

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