Esiste una strettissima interazione fra mente e corpo!

Esiste una strettissima interazione fra funzionamento mentale e stati fisici.

Va da se quindi come un approccio positivo sia la condizione che più di ogni altra permetta al corpo ed alla mente di  lavorare al massimo delle sue potenzialità, con una conseguente ricaduta positiva sul benessere e sulle performance dell’individuo stesso.

Da qui la moda che imperversa nelle scuole di formazione, sui social e nelle aziende della RESILIENZA.

In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. (Wikipedia)

Per quanto mi riguarda si tratta di un’altra scoperta dell’acqua calda come del resto l’assertività. Due stati d’animo sicuramente validi, ma di cui oggigiorno se ne abusa un po’ troppo.

Ve lo dice qualcuno che fa della formazione la sua primaria attività. Quello che sostengo che quello che viene fatto in aula relativamente alla resilienza ed alla assertività non deve essere necessariamente confuso con un intervento di psico-neuro-endocrino-biologia.

Noi formatori professionisti, in aula abbiamo il dovere di portare le nostre esperienze personali di successo, condite dalle nostre competenze professionali, a beneficio di una crescita personale nell’ambito della attività lavorativa di chi partecipa ai nostri incontri formativi.

La mia è una battaglia che va al di là degli specifici argomenti, è una battaglia di metodologia, di integrazione e sviluppo delle competenze del gruppo. Formare significa non plasmare, bensì permettere ai discepoli di scoprire le proprie verità. Al bando quindi i buffoni commedianti, al bando chi si improvvisa formatore. La formazione è cultura, è crescita professionale, è opportunità è scoperta. La formazione è una ricchezza incredibile che dovrebbe fare parte del percorso professionale di ognuno di noi. proprio per questo non può essere affidata a chiunque. eppure sempre più spesso si vedono interventi formativi erogati da personaggi che di formazione ne masticano assai pochino!

Nel mondo poi delle polizze sembrerebbe che tutti siano formatori. Basta che le persone, che pagano per venire a sentirci, diano un giudizio positivo sui questionari di gradimento di fine corso, che ci sentiamo dei grandi formatori. Non è così, cari signori, la soddisfazione e la validità del prodotto erogato si misurano nel tempo, con risultati tangibili di miglioramento. Perché siamo in pochi a seguire il sistema del feed legato al reale gradimento di chi compra i nostri corsi? Cominciamo a dire alle aziende, agli agenti che la nostra prestazione professionale sarà pagata esclusivamente se vi è stato un gradimento reale della prestazione. Lo facciamo ahimè in pochi e sapete come mai? perché siamo in pochi che sappiamo fare bene questo mestiere. Autostima la mia? Sicuramente sì! Convinzione di una capacità dimostrata quasi quotidianamente dalle aule che tengo.

La formazione è quell’insieme di attività didattiche che sono tese a preparare una persona a svolgere un’attività, una professione o molto più semplicemente a vivere.

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