RC Medici: La legge è quasi pronta, e le assicurazioni ?

Proprio in questi giorni il Senato sta esaminando il disegno di legge 2224 “Gelli”, già approvato dalla Camera in gennaio. Il disegno di legge fra le grandi novità che presenta c’è anche quella di circoscrivere la responsabilità civile e penale del medico decisamente meglio rispetto a quanto sia riuscito al decreto “Balduzzi”, poi convertito con parecchie, e peggiorative, modifiche nella vigente legge 158/2012. Come già la “Balduzzi”, anche il disegno-legge “Gelli” si fonda su un regime di responsabilità assicurata – polizze obbligatorie per professionisti e strutture.

Il vero difetto del decreto Balduzzi e di qui il suo fallimento era la mancanza di verifica preventiva se le condizioni reali del mercato assicurativo, ossia se l’offerta del mercato assuntivo, avesse le caratteristiche adeguate ad assorbire la domanda di copertura, generata dall‘obbligo per tutti di assicurarsi, medici ed ospedali.

Altro elemento preoccupante, che emerge nell’ultima relazione dell’ Ivass (autorità nazionale di vigilanza sulle assicurazioni) è la perdurante problematicità del rischio med-mal derivante dal numero ridottissimo di compagnie e la notevole concentrazione del mercato.

Fondamentale per la riuscita del progetto è predisporre un regime di responsabilità obbligatoriamente assicurata, perché solo così si depotenziano i conflitti medico-paziente e, contemperando gli interessi contrapposti, restituendo serenità e fluidità alla professione ed alla sanità che sempre di più naviga nel terrore di essere ingiustamente denunciati.

Però per costruire un sistema di responsabilità assicurata, occorre contare su un mercato assicurativo efficiente, efficace ed a condizioni tariffarie e normative accessibili. Come bisogna porre attenzione alla sostenibilità di quel settore assicurativo, indebolito da un rapporto sinistri-premi ingestibile, che ha motivato l’esodo delle principali compagnie.

Noi siamo fiduciosi che ancora una volta il settore saprà dare una giusta risposta ad un fenomeno troppo importante per tutti. I medici però dovranno entrare nell’ottica che assicurarsi costa e che le tariffe debbono necessariamente tenere conto delle frequenze e dei carichi medi delle singole specializzazioni.

 

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