1980, l’agente di assicurazione

Nel 1980 sono entrato nella direzione centro sud di Winterthur assicurazioni (si chiamava in realtà direzione regionale centro sud per emulazione dell’organizzazione Svizzera).

L’allora direttore regionale era Fabrizio RINDI (poi CEO del gruppo Winterthur) ed il mio primo capo è stato Roberto BALZANETTI, oggi in pensione. Ricordo che la formazione mi fu fatta da Vittorio Bianco, allora responsabile della gerenza di Roma.

La direzione Regionale aveva la responsabilità di gestione, a 360° del territorio del centro-sud Italia. A noi arrivavano le proposte fatte dagli agenti, proposte che noi trasformavamo in polizza attraverso prima la preparazione del contratto da parte di noi assuntori e poi l’emissione della polizza in triplice copia a cura della unica dattilografa che avevamo, Rossella Manfrini (una lavoratrice eccezionale). Tutta la parte contabile era affidata a Rita Paladini (anche lei in pensione).

Gli agenti di allora si recavano dai clienti, verificavano le esigenze assicurative e concordavano già il costo della polizza. Dopodiché, venivano in direzione e ci affidavano la pseudo-proposta (pseudo proposta in quanto spesso si trattava di appunti contenenti i dati necessari al l’emissione della polizza, le partite da assicurare, alcune clausole e il premio finito) e noi calcolando tassi e tasse preparavamo il contratto da dare poi in battitura.

Di solito il premio concordato dell’agente era sempre corretto, in caso contrario chiedevamo l’autorizzazione a Milano.

Le provvigioni erano rigorosamente “precontate” (per permettere di lavorare con una rete secondaria), fatta eccezione dell’ agenzia di Latina, di franco travaglia che già in quegli anni aveva deciso di lavorare in ricorrente.

Al premio netto gli agenti avevano la facoltà di aggiungere l’AS (addizionale supplementare) se polizze sulla persona o gli accessori, per gli altri rischi, nella misura del 10/15% del premio. Il vantaggio di aggiungere tale importo derivava dal fatto che contrariamente alle provvigioni, che spesso si avvicinavano al 120% del premio (+ 13% dall’anno successivo per l’incasso del contratto) all’agente veniva riconosciuto dal 50 al 100% di tali importi costituendo una base finanziaria solida per la gestione dell’agenzia.

Ovviamente anche la gestione dei sinistri era affidata agli agenti dando loro una grossa opportunità commerciale. Erano gli agenti che incaricavano i periti i quali poi concordavano l’ammontare della liquidazione con il responsabile dell’ufficio sinistri della Direzione regionale, Avv. Giuseppe Coppolino che dava l’ok all’agente per l’emissione del l’assegno o provvedeva, qualora l’agente non fosse autorizzato lui stesso ad emettere l’assegno che poi veniva consegnato al cliente.

Questa era l’ assicurazione di quegli anni. Tutto funzionava bene e la rapportualità mandante – agenti era basata sulla reciproca stima e fiducia.

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